La menata. Metodo, potenzialità e profilassi.

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Noi G, intesi in senso ampio, amiamo la menata. Chi più chi meno. Chi ci si impegna, chi molla subito, ma ascolta e chi s’incazza. La menata fra i G è anche questione di gerarchie. E la gerarchia non è sempre giusta, in quanto in genere è basata sull’anagrafe.

La menata. Credo arrivi da lontano, da ambienti teatrali. Nasce da commenti su piccoli gesti quotidiani e finisce per toccare argomenti geopolitici globali. La menata è una postilla del metodo scientifico, ma è anche un’espressione del cogito ergo sum. Del metodo scientifico utilizza tutti i passaggi tranne le conclusioni, perché in genere termina con un “mah…”.

menata del cactus
menata del cactus

Nella sua espressione più alta, la menata è preceduta dal silenzio. Durante questo silenzio gli interlocutori si scrutano e decidono se ambedue hanno voglia di menarsela. Ci si può scrutare anche telefonicamente o via e-mail, seppur possa sembrar strano. Basta la rinuncia di uno dei due e tutto va in fumo. La menata è impegnativa e non va presa alla leggera, ma non è una lotta. E’ un confronto aperto, dove ognuno è a priori convinto di aver ragione. Per una buona menata bisogna essere in forma, non stanchi. Bisogna avere la mente lucida e reattiva.

Ci sono almeno tre diversi stili. Il primo, tenuto da chi in genere comincia, acquista una forma come di lamento e insieme sfida per una certa situazione, crede di essere molto documentato e assale l’interlocutore con una serie di sentenze, anche provocatorie. Lo definiamo l’attaccante. Il secondo stile è quello dell’opportunista, il quale ascolta, ribatte brevemente aspettando lo sbaglio dell’interlocutore per coglierlo in fallo; è insidioso perché usa la tranquillità di chi non ha nulla da perdere, è imprevedibile. Questo stile è spesso la difesa ovvia all’attaccante. Un terzo stile è il privo di opinioni, colui che oggettivamente riporta notizie. In realtà egli si nasconde dietro un’oggettività fittizia per sferrare l’attacco finale.

Inutile fare esempi.  già di per sé questo post è una piccola menata. Già se vuoi, caro internauta, te la puoi menare anche da solo (senza essere equivoci…). Conosco un G che la mena anche e sempre sullo stesso argomento (la Dobbiaco-Cortina), è evidente che egli sta mentendo, eppur la mena…

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19 Risposte to “La menata. Metodo, potenzialità e profilassi.”

  1. Genetti Says:

    Si gode, il controcanto della menata

  2. pevalo Says:

    l’importante è che la meni sapendo di menarla

  3. Tommaso Says:

    La consapevolezza innanzi a tutto

  4. xixcenturyboy Says:

    certe menate sono difficilmente sostenibili. Spesso è meglio essere spettatore e dare il proprio democratico voto (ignorato).
    Oltreché a mio parere la menata non si risolve in un semplice pomeriggio di tenzone. Una vera menata parte in sordina, come una goccia ed ad ogni scontro si traccia un cerchio. La menata si spande.

    Io personalmente non sono documentato per confrontarmi su molte menate. Sono un dilettante della menata.

    Io aggiungerei uno stile di menata importante, lo stratega: coloui che conscio di essere in terreno sfavorevole induce l’interlocutore in un campo a lui più congeniale per poter sferrare un poderoso affondo fuori tema.

  5. Genetti Says:

    Sì lo so che la stai menando e la meni di essere il maestro della metamenata. La pensano tutti così non preoccuparti..

  6. Genetti Says:

    Comunque la foto non è poi così tanto male.
    Esprime una tensione, una quotidianità, il contrasto tra antico (il casolare a sinistra) e moderno (l’alta velocità a destra), ecc ecc ecc

  7. xixcenturyboy Says:

    la connessione casale alta velocità non l’avevo colto. La prospettiva attira lo sguardo sul camion Giallo e blu. Per un secondo ho pensato fosse di una nota catena di supermercati a basso costo. Ma non è.

    Ma comunque è molto Vaccamadosca.

  8. georgecaney Says:

    apprezzo la profonda erudizione dell’autore sulla menata, ma il Vaccamadosca è uno stile di vita che non può esaurursi con la menata. La menata è un filone laterale, un mezzo, non il fine. Il Vaccamadosca-pensiero è interiorità che si esprime verso il mondo, il nostro atteggiamento verso gli eventi esterni a noi, la menata è una forma di difesa, un difesa dell’ego versus altro ego.

  9. xixcenturyboy Says:

    però il lettore può constatare che in nessuna parte dell’articolo si citi nesso tra menata e pensiero vaccamadoschiano, ma come questo articolo nasca dall’affermazione:

    “Uno spazio libero per spiriti liberi.”

    di qui l’autore si esprime nel suo campo della metamenata di cui assieme al Genetti è gran maestro. Anche l’affrontarlo in questo campo ci riporta nel filone Menata.
    Che oltretutto io non vedo come difesa. A meno che non si consideri l’attacco come la migliore difesa.

  10. rochyi Says:

    grazie ragazzo del XIX secolo, George ha reagito da decano, ma non mi preoccupo, vuole comunque mantenere un ordine gerarchico e non lo biasimo.
    Genetti, pensavo stessi parlando della mia foto… in effetti non vedevo la casetta sulla sinistra. Comunque il discorso sulla menata termina qui, servono fatti, non pugnette!

  11. georgecaney Says:

    sono d’accordo, ce la stiamo menando

  12. Genetti Says:

    Il camion gialloblu deve essere di una azienda di trasporti
    Si attende un articolo di pevel

  13. pevalo Says:

    questa frenesia iniziale non mi consente di ossigenarmi a dovere per lanciare la menata. ma non è una protesta, anzi, la godo perché segna i punti cardinali, ed è anche essa stessa un po’ una menata

  14. rochyi Says:

    in effetti è un turbinio di post, speriamo che poi ci si calmi. Leggo ora del nuovo a firma Caney.

  15. xixcenturyboy Says:

    caney è eccitato. Sia dal wifi a scrocco sia dal Blog.

  16. Genetti Says:

    per pev: non preoccuparti, se conoscessi Caney di persona capiresti. il fondista si vede nella distanza. come dice roky, spesso la menata nasce da un silenzio carico di potenzialità, e da un piccolo appiglio buttato lì

  17. rochyi Says:

    Scusa, Genetti, ma mi chiamo o mi faccio chiamare rochyi, non banalmente roky…
    Va bé ma non sto qui a menartela…

  18. pevalo Says:

    caney è il grande G?

  19. xixcenturyboy Says:

    caney è George, scrive sotto pseudonimo come tutti, per non attirare troppa attenzione già con la faccenda della canalis…

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