Riferimenti cultural-ideologici-identitari

by

Leggo spesso di riferimenti culturali di sinistra. Volevo fare un paragone per capire cos’è la sinistra. Il sistema di vendita, la grande distribuzione, etc. Chi meglio di COOP, incarna le prerogative e la cultura della sinistra italiana? COOP è una cooperativa di consumatori, la cui missione è resa possibile persino dalla Costituzione. Coop nasce dalla resistenza. Conad è una cooperativa di venditori. Diciamo che utilizza gli stessi mezzi legali per dare la possibilità a chi vende di organizzarsi secondo una struttura sociale cooperativa. La cooperativa, dicono usufruisce di un regime fiscale privilegiato, ma non può sviluppare utili sul fatturato nella stessa proporzione di un’azienda normale, tipo Esseleunga. Coop si dà anche una missione etica e di educazione del consumatore. Cerca la consapevolezza del consumatore. Conad cerca di conquistare il consumatore con le prerogative del migliore esercente, forma e sostanza, anche se ad un prezzo maggiore. Esselunga è stata condannata per condotta fraudolente pur avendo essa stessa tentato di rifarsi su COOP per il differente regime fiscale. COOP è la sinistra. CONAD è la destra che vorremmo avere. Esselunga è la destra che abbiamo. COOP ha recentemente tentato di raggiungere il mercato croato, ma ha fallito e venduto. Coop dimostra tutti i limiti della sinistra che probabilmente di finanza e mercati capisce poco. Conad si è alleata con i francesi ed è sbarcata nel mercato degli ipermercati. COOP, mi dicono, non tratta i propri dipendenti meglio di Esselunga. E questo la dice lunga…
Io mi sono spesso chiesto che identità politica ho. Con la mamma andavo sempre all’Ipercoop, la nonna adorava l’Ipercoop. La mamma odiava andarci. Io ero contento, un po’ meno quando ho iniziato a guidare o ad andarci solo con la nonna. Adesso posso dire di odiare la spesa al supermercato. Diciamo che una volta ogni due mesi mi è sufficiente.
Da poco tempo vicino a casa mia, in centro, arriva il mercato dei produttori, alcuni dei quali hanno roba biologica. I prezzi di frutta e verdura sono più bassi di quelli dei supermercati e la roba è più buona. In genere si può comprare in abbondanza e farla durare tutta la settimana senza necessità di congelare nulla. Si trova ottima carne da allevamenti di montagna (Bore), uova da galline allevate all’aperto in Val Mozzola (R e L li conoscono), formaggi vari, tra cui una ricotta di pecora fantastica, a volte i biscotti, pane, vino, miele di Pagazzano, alcune conserve (un po’ care), dolci, salumi. Si incontrano persone gradite e anziane esperte di file al mercato. La domenica c’è il mercato sempre di quartiere, roba molto economica, ma mettibile. Cinese per lo più. Vestiario, pasta, riso, latte e tutto quello che non trovo al sabato. Cioè non prodotto al dettaglio. In realtà dal panettiere si trova il latte di Varsi.
Questa è la distribuzione che godo. Chi devo votare?

Annunci

Tag: , , ,

16 Risposte to “Riferimenti cultural-ideologici-identitari”

  1. xixcenturyboy Says:

    il kilometro zero mi piace anche a me, ma quando mi sveglio io il mercato è vuoto.

  2. G Says:

    Ma, e prima dell’Ipercoop cosa c’era? Non ne sono certo, ma i mercatini dei produttori di cui parli tu sono figli della ricchezza aumentata negli ultimi 30 anni.
    Io prima della coop mi ricordo solo la ghiaia e squallide botteguccie sottocasa, che erano più connesse e schiave delle catene distributive di allora.
    Anche a Parigi ho visto i mercatini di quartiere con il cibo buono. Anche a Brixton hanno aperto un farmer’s market domenicale da poco. La tendenza è quella. Che dire.
    Che non c’entra nulla con la politica?
    Che è una tendenza perché i consumatori la desiderano e i venditori/ produttori/ distributori l’hanno capita e la assecondano?

  3. rochyi Says:

    Il prima c’era prima. Non vedo come la ricchezza abbia potuto produrre ‘sti mercati se i prezzi che vi praticano sono uguali o inferiori ai supermercati con qualità migliore e senza necsessità di fare la gita in macchina, ergo risparmiando benzina e/o stress. La ricchezza è tipicamente connessa alla distribuzione di nicchia, vedi negozio biologico a prezzi Armani, catene ultralusso… Il mercatino nasce per volontà politica e bene fanno gli amministratori che li promuovono. La politica può aiutare il cittadino a vivere meglio e il territorio a non impoverirsi. Sempreche non abbia interessi settoriali. Palazzinari, grande distribuzione, etc.

  4. xix Says:

    mi sta sfuggendo il senso di tutto ciò.

  5. George Caney Says:

    vediamo di non tornare agli orti di guerra o alla produzione di sussitenza individuale, dopodichè viva i mercatini e anche i mercatoni.

  6. xixcenturyboy Says:

    questioni di scelte direi. Io Godo i mercatini però è tutto finito quando arrivo. Godo però la grande distribuzione che mi da la scelta e le mie droghe quotidiane: Pan di Stelle, Nutella, Muller… Conad si gode Coop pure. i centri commerciali si godono.

    l’equilibrio forse è difficile.
    Forse come il voto.

  7. G Says:

    la ricchezza ha prodotto la sofisticazione dei consumi e la possibilità di rendere redditizie attività che prima non lo erano
    tra gli anni 70 e 80 in italia sono arrivati i supermercati, la gente gli godeva perché erano la modernità, i produttori anche perché permettevano di ridurre i costi e ampliare i mercati

    i mercatini hanno mercato adesso perché sono cambiate le priorità di consumo. gente come te non accetta più i prodotti industriali, ha tempo di fare la spesa la domenica mattina, ha il mercato sottocasa. e hai la cultura adatta ad apprezzare la varietà e l’origine dei prodotti.

    come te ce ne saranno altri

    è il mercato, bellezza

  8. G Says:

    però ce la meniamo sempre tra Caney

    (non menare il Caney per l’AJA)
    (Caney che abbia non morde)

  9. xixcenturyboy Says:

    io oggi ho preso la nutella, mi mancava. Effettivamente molti che ho invitato a partecipare si sentono a soggezione alcuni mi han detto, e cito: come se mi auto invitassi a pranzo da voi. – al che ho risposto che godiamo gli auto invitati… ma poi dicono che non si sentono all’altezza… sigh…

  10. rochyi Says:

    G, ho capito cosa vuoi dire. Prima nessuno comperava le azioni perché pochi avevano i soldi per farlo. Poi è diventato possibile e poi tanti sono rimasti fregati. I mercati hanno sempre avuto mercato, non c’è mercatino e mercato. Il mercatino non è una cosa per intellettualoidi come nella malata Albione, qui ci vengono le resdore perché sanno riconoscere la roba buona e conveniente, non mi trovo il sabato mattina con 5 maestrine e 4 professoroni scapaigliati intelletualoidi della neosinistra ambientalista, quelli li trovi al BioBio e all’agriturismo a buttare i loro soldi. Io vado al mercato a comprare camice ben fatte a 3 euro perché mi piacciono e posso spendere poco per cose che non mi interessano più di tanto perché non devo andare alla sfilata che tutti santi giorni ci propinano al tg. Compre il Miele dei prati di calamello perché è buono, perché costa quello che vale e perché vedo dove lo fanno e faccio girare l’economia della montagna che amo. La gente gode ancora i supermercati perché come dice XIX è drogata, drogata di zucchero e di inutilità, perché è drogata di bisogni finti, perché permettono ai propri figli di drogarsi di bisogni finti e poi si lamentano con le maestre con tengono a bada i loro piccoli mostri. Quando vedi ettari ed ettari di campi abbandonati è difficile pensare alla sussistenza, nessuno vuole i razionamenti, ma la razionalità nei consumi sarebbe gradita, il capitalismo non è fatto per questo. O meglio nel lunghissimo termine forse si, aspettiamo.

  11. rochyi Says:

    Bé ovviamente qua ce la meniamo, siamo professionisti, ma se non ti esprimi ogni tanto riflettendo su quello che dici che senso ha? Vince sempre Berlusconi. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! L’ho nominato!
    Il prossimo post è su di lui, ho una kikka….

  12. xixcenturyboy Says:

    ma che professionisti e professionisti… mr Rochyi non ti atteggiare a intellettuale anti intellettuale!

  13. rochyi Says:

    Sei tu che subisci il ragionamento, sei molto berlusconiano in ciò. Vivila serenamente. Non è che perché uno pensa e poi parla è intellettuale; Delmo non è intellettuale, ma pensa e poi parla.

  14. xixcenturyboy Says:

    e che centra delmo io parlavo di te.

  15. G Says:

    to the young: non ho mica capito ve la partecipazione?

    to the other: il fatto e’ che in italia ci sono le resdore, cioe’ gente che non fa lavoro pagato, e ha tempo di andare la mattina a fare la spesa/ altrove la gente lavora di piu’ e quindi non ha il tempo di fare la spesa al mattino

    comunque concordo

    giusto per il piacere di menartela un po’

  16. rochyi Says:

    Le resdore hanno un loro compito nella società, ma stanno somparendo. Oggi, incomprensibilmente i giovani che si atteggiano a resdori vengono tacciati di intellettualismo perché hanno un comportamento non massificato. Sono in polemica con xix che prende alla leggera questa menata!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...