UE

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Sembra il pianto del bimbo, ma non lo è. UE è la nostra nuova nazionalità, non è più solo Shengen. E’ direttive, è politica estera finta e subalterna agli USA, è sovranità economica… Insomma è un’entità della quale dovremmo sapere di più. I commentatori esperti, quelli che parlano alla mattina per radio dicono che le decisioni che riguardano la UE sono troppo importanti per poter essere passate al vaglio popolare (referendum, etc.). Spingendosi un po’ più in là si arriva a capire il significato di questa odiata/amata sovrastruttura politica-burocratica. Ok, i polacchi e i lituani non sono proprio esempio di indipendenza politica, ma ognuno ha le sue convenienze, e quando ti dicono che la nomina dei ministri UE ricorda da vicino le procedure sovietiche, magari forse un po’ hanno ragione. Infatti, si strombazzano le lodi al Trattato di Lisbona e al nascente super-stato e poi si scopre che i Ministri saranno burattini. Tra le altre cose che cosa mi significa un primo ministro belga quando il Belgio è stato per mesi e mesi in stallo politico libanese? Poveretti erano riusciti a trovare un primo ministro che mettesse d’accordo valletti e fiammiferai e puff… gliel’abbiamo portato via. Sul ministero degli esteri è inutile ribadire che il candidato italico (amico dei terroristi di Hezbollah) non fosse gradito dalla nazione religioso-ortodossa. E così ci tocca il doppiogiochismo inglese alla Belfour. Alla Blair. Non vale il giochino loro in Europa non ci vogliono entrare e noi li coinvolgiamo lo stesso. E’ proprio una gran cazzata. Solo altre motivazioni, diciamo atlantiche possono portare a scelte del genere. Ma noi subiamo così, perché Bilderberg ha deciso. I conti, i visconti e i banchieri si sono riuniti nei castelli scozzesi e hanno deciso. Nuove tasse per tutti. CO2 tax e altro in modo che finalmente la UE potesse rendersi indipendente dai singoli stati. L’ho letto su FDF, non mi sono certo messo a leggere i documenti usciti dall’ultimo Bilderberg, ma sono disponibili on-line e ci credo. MB i riporta la memoria al conflitto fra confederati e unionisti o federalisti nella nascente USA, ma adesso i tempi sono cambiati. I valori e gli ideali non ci sono più, certo direte non c’è neanche più la schiavitù, ma non ci sono neanche più gli indiani e gli asini volano. Sta di fatto che oggi Loro vogliono che noi non ci interessiamo a queste cose. Decidono loro. Già dagli anni ’70 avevano capito che la Democrazia porta dentro di sé il germe che la fa appassire su se stessa e avevano capito che andava invertito il processo, cioé bisognava portare le decisioni, quelle importanti, fuori dalla portata del popolo. Ma in pochi ce lo dicono e noi guardiamo dalla finestra le cose cambiare e non capiamo. Per loro siamo come dei vecchi che guardano i bambini che giocano con i tamagochi. Non li potremo mai capirli, loro sono la spinta verso il futuro. La realtà è l’opposto, credo. Loro sono vecchi e noi giovani ed il trucco sta tutto nell’invertire le parti.

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13 Risposte to “UE”

  1. xixcenturyboy Says:

    troppo poetica

  2. G Says:

    Molto poetica. Quasi un flusso di pensieri à la Proust.

  3. G Says:

    E quindi?

  4. G Says:

    Ho letto un bel commento sul Guardian riguardo le nomine delle due cariche europee.
    Questi inglesi mi stanno davvero qui perché a loro dell’Europa non gliene frega nulla, per loro l’Europa è il continente, è altro da sé, quando dicono “Europa” intendono altro da sé, alle Europee vota il 20% degli elettori, e si bevono tutte le idiozie che il Sun gli propina loro sull’Europa (che l’Europa avrebbe vietato la pinta come unità di misura ecc.).
    E adesso salta fuori da questi columnists che loro volevano Blair, volevano un Grande Direttore Strategico, un capo alla Churchill insomma, a capo dell’Europa, e deridono il fatto che l’Europa (leggi Francia e Germania) abbiano fatto una scelta “svizzera” (Guardian).
    A parte il fatto che sono settimane che si sa che Blair era stato escluso dal gioco (e i giornali inglesi lo scoprono solo oggi), a me la scelta svizzera piace.
    Le elite che comandano ci sono e devono esserci. In Russia avevano provato a mettere soldati e operai al comando, ma ovviamnete il risultato è solo stato quello di sostituire alle vecchie elite nuove elite.
    Quindi?

  5. A Says:

    piu’ che scelta “svizzera” direi scelta “belga”… 🙂

    a me sinceramente la scelta di una persona “low-profile” non dispiace. diciamo che e’ refreshing, se lo paragoniamo a i volti molto piu’ noti della politica italiana e internazionale.. ma non so molto delle sue politiche o delle politiche dell’unione europea..

    purtroppo non ne so poi piu’ di tanto, anche perche’ la copertura mediatica dell’evento non e’ stata delle migliori — sembra che il fatto di essere “low profile” sia sinonimo di incompetente per un sacco di reporter.

    ma e’ vero che la posizione di “presidente d’europa” e’ una posizione che verra’ mantenuta a vita? mi sembra di averlo letto da qualche parte, ma non ne sono poi cosi’ sicura…

  6. G Says:

    “posizione che verra’ mantenuta a vita”
    penso proprio di no

    da quello che penso di aver capito il presidente europeo presedierà il consiglio europeo
    prima di lisbona, il consiglio europeo era presieduto a turno per 6 mesi da ogni stato membro, per esempio adesso, il secondo semestre 2009, è il turno della Svezia, e quindi il primo ministro svedese era anche presidente del consiglio europeo
    io preferivo questo sistema, magari poteva essere corretto per fare stare di più in carica i presidenti dei grandi stati

    il consiglio europeo è formato dai ministri degli stati membri, e si riunisce di solito (penso) sotto forma di riunione settoriale, cioè c’è l’ecofin, che è la riunione dei ministri dell’economia e delle finanze, e così via

    in genere si riuniscono circa una volta al mese

    il consiglio europeo è importante perché, assieme al parlamento, detiene il potere legislativo europeo, cioè promulga le famosi leggi europee

    quindi le “leggi” europee (direttive ecc.) vengono decise dai ministri dei paesi membri riuniti

    in pratica ogni governo nazionale mantiene una sorta di comitato operativo a bruxelles (delegati dai ministeri), che si trovano e si mettono d’accordo prima per scrivere la legge; è qui che in genere i rappresentanti tedeschi e francesi fanno e poi presentano agli altri e gli altri dicono di sì

    notare che questa procedura pratica non trattasi di complotto

    qualsiasi parlmento lavora così
    un gruppo di lavoro ristretto prepara la legge e poi la sottopone a chi deve votarla, che la vota
    è l’unico modo possibile

  7. G Says:

    Notare che il “consiglio europeo” è tutt’altra cosa dal “consiglio d’europa”.

    il consiglio europeo è un organo dell’Unione (fa le leggi ecc.)

    il consiglio d’europa è un organo indipendente che si occupa di diritti umani

  8. roc Says:

    Ok. Se ci sta bene che le elite comandino perché ci mandano a votare, ci diamo parvenza di semocrazia, diciamo che abbiamo la stampa libera quando poi ci sono argomenti che non si possono trattare?
    Scelta “low profile”. Non è questione di nomi noti o sconosciuti, Sinceramente non me ne frega una mazza. La questione è che nessuno ti ha detto se eleggiamo D’Alema si prende questa strada, altrimenti con la Ashcroft sarà una politica estera più filo-atlantica. Non c’è un processo democratico. E’ semplicemente un apparato burocratico che esegue ordini? Ok, lo si dica, ma allora perché D’Alema aveva tante ambizioni?

  9. G Says:

    be alla fine un controllo democratico c’è
    la gente gode berlusconi e l’ha votato
    la gente gode la merkel e l’ha votata
    la gente gode sarkozy e l’ha votato
    e la merkel e sarkozy, poi, prendono le loro decisioni
    e anche berlusconi

  10. A Says:

    ma gli danno retta a berlusconi in europa? perche’ posso capire in italia, dove lui sembra cadere sempre in piedi, ma in europa… quanta influenza ha veramente fuori dall’italia?

  11. G Says:

    penso poca, ma penso che gliene freghi anche poco, dato che i giudici che possono accusarlo di furto sono presenti solo in italia

  12. xixcenturyboy Says:

    c’è nè qualcuno anche in spagna.

    comunque in 2012 il primo ministro italiano decide di rimanere a pregare con il papa invece di andare sulle arche.

  13. roc Says:

    Sono d’accordo che la democrazia funziona per delega. Ma qui stiamo delegando su cose di cui non siamo a conoscenza, cioè ‘ste cose facevano parte dei programmi? Questa gente si è resa conta che ovunque votato il Trattato di Lisbona è stato rifiutato o ha incontrato immense difficoltà? Stanno costruendo un super-stato e non ci dicono niente. Se la democrazia fosse solo voto, ok, ma è anche voto informato, almeno dovrebbe esserlo una democrazia moderna. A meno che non valga ancora ciò che la trilaterale pensava negli anni ’70. Cioé che bisogna limitare la partecipazione democratica, altrimenti si perde il controllo e si va a scatafascio.

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