Test di purezza

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Immagino sia arrivata anche in Italia la notizia dell’uscita del libro della Palin.  Io non l’ho letto, quindi non posso giudicare i contenuti o commentare la veridicita’ dei fatti che riporta.  Pero’ mi ha fatto sorridere l’impiegato di una libreria a New York che ha detto in un’intervista che ha ordinato 7 copie del libro della Palin, e che non crede riuscira’ a venderne neanche una.  Ahhh, Manhattan… (si mormora che l’85% di persone che vive nell’Upper East Side – cioe’ dove vivo io – e’ non repubblicana..)

Detto cio’, stavo browsando (… ??? sfogliando virtualmente????) il New York Times quando un titolo ha colpito la mia attenzione:  “G.O.P. ‘Purity’ Test Could Trip Up Castle” (tr. Il test di purezza dei Repubblicani potrebbe ostacolare Castle — G.O.P. sta per Grand Old Party, soprannome del partito repubblicano..).  Ora, Castle e’ un repubblicano dei piu’ moderati, un anomalo se vogliamo — si schiera dalla parte di chi permette l’aborto, e favorisce idee democratiche per quanto riguarda l’energia e il controllo delle armi (ammetto di non sapere bene cosa lo distingua da un democratico…).  Ma Castle e’ anche il contendente piu’ papabile per il posto di senatore del Delaware lasciato aperto da Joe Biden quando e’ stato eletto Vicepresidente (per la cronaca, il candidato democratico al posto di senatore sembra essere Beau Biden, figlio di Joe, ma secondo me uno con il nome Beau non puo’ essere eletto senatore..), e per i Repubblicani sconfiggere i democratici in casa sarebbe un gran bel colpo..

Fin qui tutto normale — ma c’e’ un pero’.  Il pero’ e’ che potrebbe essere proibito ai Repubblicani di sostenere (moralmente/finanziariamente/politicamente/socialmente) un candidato del genere che non e’ d’accordo con almeno 8 delle 10 linee guida proposte come “essenziali per un Repubblicano al giorno d’oggi”.    Le linee guida saranno discusse a gennaio e se verranno approvate, ci saranno grandi colpi di scena nella politica americana.  Ecco i 10 principi (il test di “purezza repubblicana”) nella forma in cui si presentano adesso:

(1) We support smaller government, smaller national debt, lower deficits and lower taxes by opposing bills like Obama’s “stimulus” bill;

(2) We support market-based health care reform and oppose Obama-style government run health care;

(3) We support market-based energy reforms by opposing cap and trade legislation;

(4) We support workers’ right to secret ballot by opposing card check;

(5) We support legal immigration and assimilation into American society by opposing amnesty for illegal immigrants;

(6) We support victory in Iraq and Afghanistan by supporting military-recommended troop surges;

(7) We support containment of Iran and North Korea, particularly effective action to eliminate their nuclear weapons threat;

(8) We support retention of the Defense of Marriage Act;

(9) We support protecting the lives of vulnerable persons by opposing health care rationing and denial of health care and government funding of abortion; and

(10) We support the right to keep and bear arms by opposing government restrictions on gun ownership.

 

… e pensare che ai miei tempi il test di purezza era ben altra cosa…

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7 Risposte to “Test di purezza”

  1. G Says:

    che era ai tuoi tempi il test di purezza?

  2. xixcenturyboy Says:

    vaccadisi

  3. roc Says:

    ah aha ahahahah ahaha ahaha ahaha
    vogliono la riduzione del deficit!
    ah aha ahaah ahahhaha ahahaha ahahahah

  4. roc Says:

    Mi sembra di capire che più che altro che non vogliono quasi nulla di quello che vuole l’attuale governo.
    Comunque tanto per parlare di Obama è sorprendente come possa ignorare la globaità dei media. Va a Pechino e dice che il protocollo di Kyoto è una fuffa, viene in Europa e dice che diminuirà le sue emissioni di una percentuale spropositata (forse mangerà anche meno fagioli col curry, ma deve chiedere a Michelle). Ci è o ci fa? E poi diminuisce le emissioni a patto che noi mandiamo soldati in Afghansitan… che tristo che è… Almeno ha la faccia sveglia.
    Ale ma tu che sei nel mondo unversitario hai sentito parlare del Climategate? Questa cosa che un hacker ha violato i server della University of East Anglia e li ha resi pubblici, scoperchiando li intrallazzi e le manomissioni degli scienziati che lavorano per ICCP. Per non parlare poi del modo di gestire il peer-review che poi giassai… Io sono per cambiare il peer review e diminuire il numero di pubblicazioni. Siamo pieni di riviste scientifiche di nessuna importanza, gente che partorisce articoli a profusione con scarsissima risonanza… è un casino.
    Arm significa anche arma? Pensavo fosse solo braccio.

  5. G Says:

    Forse che Obama ha imparato dal nostro??!!

    “arm” penso significhi anche arma solo in accezione formale e forbita, cioè dall’inglese antico
    http://dictionary.reference.com/browse/arm

  6. A Says:

    Scusate il ritardo nel rispondere ma ero in quel di Boston per il giorno del Ringraziamento con limitata connessione a Internet (cioe’ solo con il mio iPhone e non con un computer)

    Dunque…

    Arm vuol dire un sacco di cose, tra cui braccio e arma (anche se di solito nel significato di arma si usa al plurale). puo’ anche essere che sia un’espressione formale e forbita (anche se io l’ho sentita in conversazioni normali), ma e’ la formula riportata sulla Bill of Rights (i primi 10 amendamenti (sp?) alla Costituzione americana) — il secondo amendamento (sp?) dice: “A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the People to keep and bear Arms, shall not be infringed”.

    Per quanto riguarda Obama, diciamo che si sta contraddicendo un po’ in questo periodo, e questo puo’ forse derivare dalla sua inesperienza. Cio’ non toglie che a mio parere e’ sempre meglio del duo McCain/Palin.

    Ah, il Climategate.. si, se ne parla un sacco. Ognuno dice la sua — chi non crede nel global warming dice che gli scienziati sono tutti una frode, che non si puo’ credere a niente, che non e’ vero che la terra si sta surriscaldando. Chi invece crede nel global warming dice che le email sono state pubblicate senza il contesto in cui erano e che non c’e’ stata nessuna frode.
    Da quanto ho letto, sembra che i punti centrali di contestazione siano 3:
    1. Dopo che una rivista scientifica ha pubblicato un articolo in cui si sostiene che il secolo scorso non e’ stato poi cosi’ piu’ caldo, un tizio ha commentato che gli scienziati devono smetterla di pubblicare su quella particolare rivista perche’ evidentemente non e’ peer-reviewed. Ora, io non ho letto l’articolo (anche se sono curiosa di sapere come hanno ottenuto dati sulla temperatura dei secoli passati), pero’ ho letto che meta’ dell’editorial board della rivista si e’ dimesso e la rivista stessa ha ammesso che ci sono stati errori nella revisione dell’articolo. E sinceramente il commento non mi sembra poi cosi’ strano, soprattutto se hai a che fare normalmente con la piaga del peer review (magari uno di questi giorni scrivo una menata sul peer review dal punto di vista di una quasi-scienziata)

    2. In una email, un tizio scrive che ha usato un “trick” gia’ usato in un articolo precedente per ottenere dei grafici. E tutti contro perche’ ha usato un trick — la cui esatta traduzione e’ trucco/inganno/stratagemma. Il tizio sostiene che nel mondo scientifico “trick” si usa spesso nel senso di “un buon modo per risolvere un problema”. Io personalmente non userei la parola “trick” per definire una soluzione a un problema. Pero’ piuttosto guarderei i raw data (i dati originali, senza tricks o modifiche) per vedere se il trick cambia il trend o se lo fa semplicemente sembrare piu’ ampio di quanto non sia (cosa che spesso si fa in scienza, ma e’ per questo che poi si usa statistica per provare le differenze)

    3. Un’altra frase presa fuori dal contesto sembra aver suscitato un gran clamore. “The fact is that we can’t account for the lack of warming at the moment and it is a travesty that we can’t” (tr. Il punto e’ che al momento non possiamo spiegare la mancanza di surriscaldamento ed è una parodia che non possiamo). Ma a quanto pare questa frase e’ tratta da un articolo in cui l’autore chiede un miglioramento nella misurazione del surriscaldamento globale per descrivere i dati insoliti, come ad esempio l’innalzamento delle temperature della superficie del mare, e la parola “parodia” farebbe riferimento a un inadeguato sistema di osservazione che, se fosse piu’ adeguato, sarebbe in grado di monitorare il surriscaldamento (che l’autore crede esistere).

    Scusate l’italiano, ma tradurre cose complicate e’ .. complicato 🙂

    Ah, il test di purezza ai miei tempi e’ un test molto in voga tra i teenagers e che valuta il presunto grado di innocenza dei partecipanti al test in materia di sesso, droga, inganno e altri vizi. Alla fine ottieni un punteggio che dice se sei o meno puro. La prima volta che ne ho sentito parlare avro’ avuto 11-12 anni, ed era appena stato rappresentato in un episodio di Dawson’s Creek (telefilm molto seguito da un sacco di teenagers).

  7. rochyi Says:

    Non credo che Obama si contraddica per inesperienza. Lui ha un’immagine da difendere, un’immagine da cambiamento che è la sua eredità dalla campagna elettorale. Però si scontra con una situazione e con un sistema di potere che non gli consentono libertà. Una completa libertà dovrebbe essere fondata sul ripudio totale di quanto fatto durante l’era Bush. A cominciare dal mito di Al Qaeda e del 9/11. Questo non è possibile a meno di mettere in crisi il sistema politico americano. Sul piano finanziario dovrebbe voltare le spalle ai suoi lobbisti maggiori e non lo farà. Insomma più che in una botte di ferro mi sembra in braghe di tela.
    Sul climategate sospendo ogni affrettato giudizio. So anch’io che il peer-review è un sistema che da una falsa garanzia perché sipende esclusivamente dalla serietà dei reviewers e poi sappiamo che l’autore può indicare i reviewer e indicare anche coloro che preferirebbe non avere come reviewer. Detto ciò ho visto lavori pubblicati su Nature per lo meno approssimativi. E in ultima analisi sappiamo che comunque è possibile truccare il dato numerico. Se poi neghi al reviewer le tue fonti allora hai combinato la frittata.

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