Archive for gennaio 2010

Dinamicità

30 gennaio 2010

Ieri pomeriggio all’arrivo a Parma la stranissima sensazione di arrivare una città fantasma. Camminando per la strada, mi sembrava di essere in una sorta di deserto degli uomini: poche, pochissime persone in giro.

(Immagine sotto licenza Creative Commons)

Sarà il freddo pungente, il freddo che, qui, insiste da ormai 2 mesi e fiacca le volontà, e la mancanza di sole.

Questa mattina, invece, una quasi calda sensazione di dinamismo, nonostante il freddo silenzioso.

L’angolo tra via Venezia e via Valenti, i suoi negozi, la gente in giro desiderosa di primavera, il mercato di via Verdi. Popolazione che esce dal freddo dell’inverno. Le chiacchere, segno di primavera, nelle pasticcerie e dai fornai. Silenzio mormoreggiante, sensazione di dinamismo.

La primavera è vicina.

Straniero=criminale

28 gennaio 2010

Sono troppo stanco per dire cose sensate, però bisogna raccogliere le forze e provare.

So che è inutile, loro, le forze del male, sono sempre più forti e non si stancano mai, loro ti fiaccano sulla tua, limitata, resistenza.

Mi riferisco all’affermazione riportata dal presidente del consiglio italiano per cui una “riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali”, letteralmente riportato da Repubblica. So che Repubblica su questo genere di cose non è attendibile al 100%, che spesso soffia sul fuoco. Ma, appunto, sono troppo stanco per fare un double-check (come si dice in italiano?).

A parte il fatto che gli extracomunitari non esistono perché non esistono i comunitari, presidente! La comunità europea è finita anni fa. Ora si chiama Unione.

Va bene, facciamo così, il presidente del consiglio italiano ha detto che meno extraunionisti (?!) significa un aumento della criminalità minore.

Che paese è quello che deve chiudere le frontiere per impedire l’aumento della criminalità? Ma si rende conto dell’enormità che ha detto? Ha detto che gli stranieri non sono i benvenuti in Italia perché è facile che, appena arrivati, inizino a delinquere! Ma che paese è! Cribbio! Questo vuol dire, se è vero, che arrivano, vedono che possono delinquere con elevata probabilità di farla franca, e ci provano.

Quello che intende il nostro presidente del consiglio, probabilmente, è che solo gli italiani possono stare in Italia, e delinquere come vogliono, tanto con le nuove leggi probablimente non vedranno mai la galera. Lo straniero, poverino, quando cerca di imitare l’italiano, finisce subito al gabbio perché non capisce qual’è il trucco per non farsi arrestare: essere italiano, meglio se di pelle bianca, e magari, farsi eleggere presidente del consiglio!

Behind enemy lines

24 gennaio 2010

Un film realizzato da volontari europei presenti a Gaza durante l’operazione Piombo fuso, l’attacco israeliano del 26 dicembre 2008 – 16 gennaio 2009.

http://www.toshootanelephant.com/

Dura 2 ore, non è tecnicamente perfetto, ma utile da vedere. Ovviamente ci sono le immagini di morti; non ci sono immagini di prima linea perché i volontari stavano con le ambulanze, o al più andavano in giro per testimoniare, dopo che il pericolo immediato era passato. C’è comunque l’immagine del checchino che tira sulla croce rossa, uno, tra i tanti, punti di onore del valoroso esercito israeliano. E c’è la paura di vedere esplodere tutto dopo ogni immagine. C’è il magazzino centrale dell’ONU in fiamme, ci sono i bambini.

I 4 gradi della consapevolezza

21 gennaio 2010

Il primo grado era una voce di giovane donna, del nord est di Albione. Le espressi i miei dubbi, e lei mi chiese il mio numero, il mio nome, la mia data di nascita, e il nome della mia banca. La fanciulla si adoperò un po’, fece accendere una lucina nella scatola nera, ma poi si stancò, e mi disse, adesso le passo un collega.

La seconda voce non mi ricordo più di che genere fosse, ma anche a lei espressi i miei problemi, e la voce mi chiese, precisa come un pistone di una Ducati, il mio numero, il mio nome, la mia data di nascita, e il nome della mia banca. La voce espresse comprensione per i miei problemi, e mi passò ad un’altra voce.

La terza voce, di giovane uomo, iniziava a ricordarmi la voce degli assistenti di Computerland, quel loro fare deciso, professionale e gentile. La terza voce mi chiese, precisa come un goniometro euclideo, il mio numero, il mio nome, la mia data di nascita, e il nome della mia banca. Anche a lui espressi le mie angustie, e lui risolse nel prenotarmi la visita di un ingegnere per il martedì prossimo. Al che, soddisfatto del suo mestiere, mi passò alla quarta voce.

La quarta voce sarebbe state la luce, lo sentivo, il momento epifanico si avvicinava. Sempre più professionale, anche a lui espressi le angustie pressanti della mia vita terrena e anche lui, preciso come un termometro dello zio Paperino, mi chiese il mio numero, il mio nome, la mia data di nascita, e il nome della mia banca. Al che mi prese per mano, fece accendere e spegnere le macchine luminose, ed infine porse una soluzione al mio enigma. Il quarto livello della consapevolezza.

Rosarno Italia

8 gennaio 2010

Leggo con angoscia le notizie che arrivano da Rosarno.

Vorrei poter pensare qualcosa di intelligente a proposito, ma è veramente difficile. L’unica cosa che mi viene in mente è che non sono mai stato in Calabria e che per me, forse, la Calabria, pur essendo in Italia, è un luogo molto lontano.

Io amo quest’uomo

1 gennaio 2010

Bellissimo messaggio quello del presidente Napolitano.

In alcuni passaggi sembra un po’ che viva sulla luna, ma sono le parole che ho sempre aspettato da un politico. Perché Napolitano, o uno come lui, non è presidente del consiglio?

Perché?

Ad un certo punto, verso la fine, sforna anche una frase alla maestro Yoda: “serenità e speranza sento di potervi trasmettere oggi”.

Lo amo.