Archive for giugno 2012

Dopo

22 giugno 2012

Dopo aver letto 2 pagine di Walter Bonatti nello Yukon sulla sua canoa a macinare chilometri di fronte a orsi, lupi e montagne di ghiaccio, la giornata si ricompone e dormire diventa la meritata ricompensa.

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I nostri sogni

21 giugno 2012

I nostri sogni sono come le nuvole. Non hanno memoria, eppure ricordano tutto.

Prima, durante, dopo

13 giugno 2012

Questa mattina ho scritto una lettera a Alessia, e mi sono lasciato prendere dal flusso dei pensieri.

***

Io, dicevo (scrivevo) a Wissi, in questi ultimi tempi ho specie di flash in cui penso all’impensabilita’ della morte, al fatto di non esserci piu’. Allora penso anche che una volta non c’eravamo, prima di essere nati.

E poi piu’ si va avanti e piu’ continuo a non credere che sia mai successo. E’ probabilmente una difesa automatica della nostra mente. Non dimenticare, ma relegare in un limbo di assurdo e impossibile cio’ che e’ successo.

Poi si fa sempre piu’ fatica a parlarne, anche perche’ in effetti si e’ detto quasi tutto.

Per tornare al primo pensiero, e’ un pensiero in effetti abbastanza metafisico, o anche pre-religioso, quando ti sforzi a pensare al di la’ della vita presente. Le religioni ti offrono una bella storia preconfezionata che ti puo’ rassicurare.

Altrimenti, sono tornato ad alcuni miei antichi naturalistici pensieri, di quando ero giovane e leggevo Goedel, Escher, Bach e cercavo il senso della vita. Cioe’ quello che noi siamo. Noi siamo, in questo momento, quello che percepiamo e come quello che percepiamo interagisce con le nostre memorie del passato, che ci siamo costruiti/ abbiamo vissuto dalla nascita in avanti.

Le religioni ti offrono una spiegazione/ narrazione per tutto cio’. Il Taoismo nella sua versione filosofica e’ quanto di piu’ ateo si possa concepire, ed e’ quello che sento piu’ vicino anche se non mio.

Ci vuole grande coraggio ad accettare il senso della vita nella sua immediatezza. Mi ricordo sempre di mio padre, nei suoi ultimi giorni, come era tranquillo. Non ho mai capito se realmente sperava di poter sopravvivere per tutta l’estate, o se invece aveva capito che non avrebbe sopravvissuto che pochi giorni, e pero’ trovava una tranquillita’ nel suo modo d’essere.

(Alla Carpa la settimana scorsa ho riletto un piccolo diario che aveva tenuto nei suoi ultimi giorni. Struggente e forte, e semplice; ma che riassume le mie sensazioni delle due righe sopra)

Quando l’ho salutato, 2 giorni prima che morisse, per tornare a Londra, era tranquillo nella sua stanza che si leggeva la Gazza, dopo che avevamo commentato assieme le uscite dell’assessore Sommi sul festival della poesia che si svolgeva a Parma in quei giorni.

E’ cosi’ impossibile per noi pensare alla morte. E non voglio cedere, finche’ posso, ad una storiella religiosa. Pero’ il mondo diventa cosi’ diverso quando pensi al prima e al dopo della nostra vita.

Mi sono lasciato prendere la mano e mi sono perso nei miei pensieri… un po’ di questa la mettero’ su vaccamadosca.

Ti abbraccio.
Tommi

Ieri, e altre considerazioni

4 giugno 2012

Inizialmente volevo scrivere il discorso che non ho fatto ieri. Volevo spiegare, volevo dire qualcosa. Alla fin fine forse è inutile, tutti sappiamo.

Oggi mi sono riposato. La settimana scorsa a Londra è stata molto faticosa, nel sabato di viaggio ho tenuto duro, ieri è stata una esplosione di persone e sensazioni, e la stanchezza non aiuta a gestire le emozioni.

Avrei voluto dire quello che tutti sappiamo e che abbiamo evitato di dire, ma volevo evitare di piangere. Già mi ha dato un inizio di pianto la cosa dolce che mi ha scritto la nonnina nella mia mappa di auguri. La nonna è una forza sovrannaturale, è una entità divina. Lei che viene dal 1924 e ha visto così tanto.

Quando ho deciso di invitarvi tutti per fare una festa per il mio compleanno alla Carpanella, sapevo che non sarebbe stato facile.

Sono già passati due anni che, in questi giorni, ero alla Carpanella in quello stato sospeso, sperando di poter passare una ultima estate con il babbo. Era un giugno come questo, ma era due anni fa. Rocco aveva appena fatto trasloco, e Amelie aveva pochi mesi. Sembra ieri, anzi oggi. Il tempo si è congelato.

Da quel giugno, un anno di lutto difficile è passato. Siamo stati insieme, sono stato aiutato da persone meravigliose, e il 25 giugno del 2011 per me è stata una data importante. Nel primo anno senti la mancanza ogni giorno. Ogni giorno ha una immagine nello stesso giorno dell’anno precedente, ogni stagione ha il confronto diretto con la stagione precedente, dove quella persona c’era, e delle cose che si sono vissute assieme.

Poi quella maledetta mattina del 23 agosto, e da allora il mondo non è più lo stesso. Nulla è come prima.

Siamo in mezzo a questo primo anno di lutto. Tutto è difficile e stiamo passando diverse fasi, ognuno le sue, ma alla fin fine simili. Stiamo attendendo il 23 agosto 2012. Per piangere l’ultimo giorno in cui la memoria è quella dell’anno precedente.

Il 24 agosto saremo persone nuove, saremo diversi, potremo rinascere.

Questo volevo dire ieri, avrei voluto che Francesco fosse stato con noi.

Ma è stato troppo difficile, non ce l’ho fatta. E non ho voluto.