Non dimentichiamo i nostri amici turchi

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Qui di seguito una carrellata di mostruosita’ di cui siamo stati tutti testimoni negli ultimi giorni.

Uno dei famigerati camion con cannone d’acqua Toma2 che getta a mare passanti sul lungomare.

Il conto dei feriti domenica ad Ankara: 414 feriti ospedalizzati, di cui 2 trauma cranici, 1 trauma cranico grave, 2 emorragie cerebrali, 1 perdita di un occhio, 4 con arti rotti, 4 fratture craniche. Ricordiamo che molti poliziotti sono stati fotografati o ripresi ad usare gli spara-lacrimogeni come lancia-lacrimogeni mirando alla testa dei dimostranti da distanza ravvicinata.

Polizia che pattuglia “scortata” da una banda di persone in abiti civili e armate di bastoni.

Polizia che picchia gente a terra o ammanettata.

Polizia che picchia persona inerme.

Polizia che cerca di assaltare un negozio, apparentemente senza riuscirci.

Polizia che spara un lacrimogeno dentro una casa.

Polizia che spara un lacrimogeno a distanza ravvicinata, alla testa, ad un idiota che gli faceva uh-uh davanti.

Sciura che aiuta le vittime di lacrimogeni e gas irritanti con acqua calata dalla finestra con il cestino.

Poliziotto che tira un oggetto a passanti.

Manifestanti che pensavano che bastasse dare un po’ di cibo ai poliziotti per farseli amici.

Uno dei tanti episodi da vigliacchi di cui i poliziotti si sono macchiati: l’uso di spray irritanti su persone circondate da una forza preponderante.

Situazione simile, in una delle foto simbolo della vigliaccheria dei poliziotti.

Una delle tante folle che hanno segnato la domenica di pacifica protesta in ogni angolo dell paese.

Foto suggestiva: una moschea trasformata in ospedale da campo.

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2 Risposte to “Non dimentichiamo i nostri amici turchi”

  1. rochy Says:

    Ma se ho ben capito i protestanti non volevano la costruzione di un centro commerciale su una piazza/parco finora pubblico. O no? Al di là della spirale che poi si è innescata e che porta al tema dei diritti umani che in Turchia sono “leggermente” dimenticati (vedi giornalisti in carcere e azioni della polizia), la protesta si prefigura come movimento contrario ad un urbanizzazione in senso commerciale degli spazi e quindi con caratteristiche comuni a tante proteste che avvengono in tutto il mondo e anche nel nostro occidente. Al di là del fatto poi che quando un governo decide di usare la forza tramite la polizia lo fa sempre illegittimamente. Quindi vedi Genova. Direi che in Turchia ci sono due temi da tenere separati.

  2. rochy Says:

    qui trovi un buon resoconto in italiano
    http://istanbulavrupa.wordpress.com/

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