Watergate, o sul cambiamento

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Genetti e l’Architetto nel 2009 visitarono Berlino e furono folgorati dalla bellezza sintattico semantica del Watergate. A Marzo 2014 il Watergate ha organizzato un evento a Londra, al quale i nostri hanno partecipato. Di seguito i loro commenti, a forma di dialogo.

Immagine tratta da http://www.iheartberlin.de

Genetti: la serata [di marzo 2014] e’ stata piacevole, bella per alcuni versi, ma l’impressione e’ che il Watergate a Berlino era un’altra cosa.

Architetto: Allora, o a Berlino abbiamo idealizzato (il che mi sta anche bene per una toccata e fuga) oppure qui a Londra è stato  davvero più sciatto. La musica l’ho trovata un po’ autoindulgente e pleonastica, specialmente certe pennellate melodiche di synth che tentavano di definire moods che non legavano nella parte ritmica. Molto diverso rispetto alla compattezza, concisione e muscolarità di Berlino. Ti ho già parlato di come un break con un legnetto che suonava da solo per quattro battute in levare mi ha fatto capire come la percezione del tempo musicale (come dello spazio) può essere ingannata con semplici stratagemmi. Sto cercando di fare musica in questa direzione. Sabato sera era ok, però sono d’ accordo con te la musica era a volte più fumo che sostanza un pò come un hipster sfigato.

G.: La distorsione dell’effetto memoria ci sta tutta eravamo (piu’) giovani, eravamo in vacanza, rilassati, ecc. Pero’ la mia prima impressione e’ che abbiano fatto questo evento londinese piu’ per fare cassa che per altro; o forse si sono voluti adattare alle espressioni musicali piu’ londinesi. Come dicono nel loro film del decennale, Watergate e’ diventato un brand globale, e si sono trovati di fronte a decisioni da prendere rispetto alla crescita che vogliono avere. A prescindere da questo fattore crescita, c’e’ poi un fattore evolutivo. E’ evidente che non possono fare la stessa musica del 2009, qualcosa deve cambiare; pero, a vedere la line up di, metti, sabato 22 marzo 2014 a Berlino, c’e’ per esempio un tal Kleintierschaukel, che, cavolo ascoltalo qui, dico io, magari fosse stato a Londra!

A: Ecco buongiorno approdo qui orora e La ringrazio dell’ ospitalita’ concessa. Vedo che mi ritrovo gia’ uno spuntino da digerire. Tornero’ piu’ in la’ dopo l’ ascolto e Le faro’ sapere. Promesso.
……….ecco sono tornato ma senza aver fatto i compiti nè consumato il piccolo spunto.
Dunque il tema della techno mi è molto caro e di conseguenza da dove cominciare per toccare un tema così vasto? Potremmo iniziare parlando della differenza tra ritmo e melodia, estremi di uno spettro che articola e segnala il contrasto tra figura / sfondo, continuo / discontinuo, silenzio / suono.

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17 Risposte to “Watergate, o sul cambiamento”

  1. rochy Says:

    preferisco lo psycho-folk di Rodriguez, anche se capisco che è un po’ radical in questo momento…

  2. Genetti Says:

    Adesso capisco i tuoi dubbi Architetto! In realta’ pensavo a pubblicare un dialogo completo, mentre tu lo interpretasti come un divenire. Ma ok, va bene lo stesso. Questo e’ Vaccamadosca, uno spazio libero. In cambiamento.

  3. Genetti Says:

    Aggiungo una immagine, ci vuole. Normalmente sono contrario all’edit una volta pubblicato, non si fa, ma l’immagine e’ richiesta dal marketing = quando lo pubblico su facebook l’immagine attira.

  4. Genetti Says:

    Ok, la foto su facebook non si vede, ma ci sta. Adesso aspettiamo che il Fisico Teorico sia attratto nella tela.

  5. Genetti Says:

    Comunque, complimenti per il primo approccio al blog, Architetto – il futuro e’ tuo, aggrappalo

  6. Robba Says:

    Bellissimo articolo.
    Ma.
    Il futuro della Techno è qui

    🙂

  7. Rocco Gennari Says:

    Rodriguez is definitively radical-chic, ma la sua storia è in realtà molto pop, potrei aggiungervi connotati anche cospirazionisti… in realtà mi sono già convertito da solo, non è affatto radical-chic, è solo radical. Forse il radical-chic ne è attratto, ma questo non basta per etichettarlo. Rodriguez è costruendo case di Gaetano, è colui che vive sul palcoscenico con lo stesso stile con cui ti ristruttura la casa. E’ contestazione e attivismo politico. E tutto ciò all’oscuro di tutti.

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