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I destini del mondo – dell’Europa

13 gennaio 2013

In queste settimane ci sono alcuni fatti – dibattiti – discussioni che andranno a decidere i destini dell’Europa nei prossimi anni.

Le elezioni italiane sono un fatto europeo importante. A seconda di chi vincera’ e come, l’Europa avra’ infatti destini differenti.

Nel Regno Unito ora piu’ che mai impazza il dibattito sull’Europa, dato che sembra che la capacita’ di Cameron di rallentare l’ala dura di anti-europeisti mostra delle crepe. Quello che qui si vuole fare e’ un referendum sul fatto stesso che il Regno faccia parte o meno dell’Unione Europea. E’ opinione condivisa che se si facesse tale referendum oggi, i britannici voterebbero per uscirne. Per contro, la consapevolezza e’ forte tra le elite finanziarie e intellettuali che l’uscita dall’Europa avrebbe conseguenze drammatiche sul benessere dei britannici stessi. Qui come altrove, il tema del conflitto tra volonta’ popolare e ruolo di guida degli intellettuali e’ piu’ che mai presente (e’ un tema che sto sempre piu’ vedendo in molte parti).

In Francia si dibatte sulla nuova legge che elimina dal codice civile ogni riferimento al genere (sesso) dei genitori nelle relazioni famigliari (detta anche “legge sui matrimoni gay“). Come sempre i francesi non hanno mezze misure e quindi la nuova legge sarebbe fortemente estremamente laicista. Interessante che il Fronte Nazionale non sia contrario a questa modifica del codice civile. L’esito di questo dibattito avra’ ovviamente ripercussioni anche oltre i confini dell’esagono.

In Africa il Mali e la Repubblica Centro-Africana ribollono e il livello del conflitto sembra oggi sull soglia di superare un livello di guardia.

Come mi disse mio padre, il mondo e’ come un calderone di latte bollente che sta per cagliare. A noi giudicare se il fomaggio che ne verra’ fuori ci procura l’acquolina in bocca o la nausea.

Meno male che Silvio c’e’!

20 marzo 2010

Lo so. Lo so io sono qui e voi siete li’. Quindi non posso capire come vi sentite. Ma lasciatemi dire, vaccamadosca.

Ho visto tutto il video della manifestazione di Berlusconi. Che dire?

E’ tecnicamente fantastico. Lui rimane il genio di sempre. Un narratore eccezionale; se lo ascolti, come fai a non rimanerne incantato?

La marcia trionfale. Le nostre regioni, il nostro popolo, che non vuole pagare le tasse e non vuole finire in galera, siamo noi/ sono loro. Cambieremo l’Italia, vinceremo contro le forze del male (rosse). Siamo i migliori, siamo una potenza mondiale, siamo per la liberta’.

Come non credergli?

Interagisce con la folla, tira fuori dalla manica il fantasma di Bossi (mitico anche lui, quando ripete la storiella della famiglia trasversale per la seconda volta decidono di tirarlo giu’ dal palco).

Populismo. Populismo. Noi (io) siamo come voi, voi siete me. Io non vi faccio pagare l’Ici, voi mi evitate la galera. Diabolico. Perfetto. Geniale.

Per un attimo immagino Berlusconi vincente, i 60 milioni di italiani che si trasformano nel suo popolo. Nessuno che paga le tasse e tutti che evitano la galera, che rimane destinata ad esclusivo uso dei non Italiani.

Un’Italia con inflazione al 15%, fuori dalla zona euro.

E’ possibile, infatti.