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Russiagate e le sue conseguenze

3 dicembre 2010

Le rivelazioni di Wikileaks sono centinaia di migliaia, come le stelle di negroni, ma non vogliono per forza dire qualità…
Dopo la prima ondata di gossip su festini etc. La stampa si è imbattuta nel rapporto fra Russia e Italia. Ciò che l’ambasciatore dice chiaramente è che la politica industriale energetica italiana la fa l’ENI. L’ENI si fida più della Russia (produttore) che dell’Ucraina, in odore di NATO e di favori agli USA. Per questo ENI è entrata nei Northstream e Southstream. Non da sola. Credo che il Northstream fosse interesse anche dei tedeschi perché bypassa la Polonia. Altro stato canaglia dell’UE e facilmente influenzabile dagli USA. Il ruolo di Berlusconi nelle trattative si limiterebbe come al solito ad approfittarsene per tornaconti personali. Si vanta. E non per polemizzare, ma probabilmente dentro di sè rimembra quella lotta contro le plutodemocrazie occidentali che tanta gloria diede al nostro paese…
Fatto non secondario sono le pressioni dell’ambasciata USA in Italia per cercare di arginare questa deriva russofila. L’ambasciatore dice di aver preso contatti con l’opposizione e con la maggioranza, oltre che con i media per fare pressioni sul premier in modo che si inverta questa tendenza “pericolosa”. Ciò è grave, ma normale. Immaginiamo che le ambasciate USA facciano questo in molte parti del mondo. Ovviamente a noi non sta bene e, dati gli eventi politici dell’ultimo anno, nascono più che legittimi sospetti su come sia stata pilotata la politica interna italiana e di come qualcuno ne abbia approfittato dopo anni che subiva gli stessi trattamenti dal CAPO. A Fini forse fischieranno le orecchie.
Ora sembra che la crisi di governo sia alle porte. Non possiamo esserne così sicuri. Ma sembra che sia così. La cosa preoccuppante è che leggo spesso di gente che ragiona in termini idioti, secondo i quali Berlusconi sarebbe l’unico in grado di condurre una politica estera indipendente e che avrebbe a cuore gli interessi nazionali.
Come direbbe Bersani:”Ragaszi!!! Oh! Ma siamo paszi!??” Se vogliamo credere alle rivelazioni di Wikileaks e al complotto, dobbiamo bene metterci in testa una cosa. GLI INTERESSI ENERGETICI ITALIANI SONO CURATI DALL’ENI, NON DA BERLUSCONI. A prescindere dal governo la politica estera italiana sarà sempre guidata da interessi economici (come per tutti i paesi) e in particolare da interessi energetici. Non c’è Bersani, Fini o Pierferdy che tengano. Poi se non vogliamo più la Nato, i soldati americani e le guerre USA, dovevamo votare tutti comunista o casa pound. Nessun partito di governo italiano chiede di uscire dalla NATO. Tantomeno Berlusconi. Per cui alle prossime elezioni, se pensate di votare Berlusconi perché è indipendente dagli USA vi state sbagliando di grosso. Chavez, forse lo è. I fratelli Castro forse lo sono. Berlsuconi è un uomo d’affari. Non è contro nessuno. E’ per se stesso e basta.

tri-menata/1

29 ottobre 2009

Da wikipedia.en:

The Trilateral Commission is a private organization, established to foster closer cooperation among the United States, Europe and Japan. It was founded in July 1973 at the initiative of David Rockefeller, who was Chairman of the Council on Foreign Relations at that time.

The Council on Foreign Relations (CFR) is an American nonprofit and nonpartisan membership organization dedicated to improving the understanding of U.S. foreign policy and international affairs.

Negli anni ’70 la Trilaterale commissionò uno studio sullo stato della Democrazia che potete facilmente trovare sul sito della Trilaterale, ovviamente ancora esistente. L’allora direttore Zbigniew Brzezinski firmo l’introduzione dove si spiegava che la crisi della democrazia era da più parti ventilata, sia dall’intellighenzia “occidentale” sia da quella comunista che vedeva nella crisi del capitalismo la conferma alle proprie teorie. Quel lavoro servì a dimostrare che per il successo della democrazia era necessario che il suo utente capisse la natura del sistema democratico. Zibi ci avverte che alcune conclusioni o suggerimenti da parte degli autori sono provocativi, ma che lo scopo del lavoro è infine promuovere lo scopo principale del sistema democratico: la combinazione di libertà personali e con l’aumento del progresso sociale.

Il lavoro è suddiviso in 4 parti: Europa occidentale, USA, Giappone e conclusioni. Ovviamente ognuno è libero di andarsi a leggere tutto il testo, ma io, per interesse e per voi vi farò il piacere di leggermi le conclusioni e farvi un riassunto.

Secondo me non bisogna sottovalutare il Potere, inteso come l’oligarchia che detiene i mezzi di produzione e di comunicazione, quando esso si riunisce, pensa e poi si dà delle linee di lavoro e le diffonde ad esponenti di spicco della politica internazionale a destra come a sinistra come nel mondo economico. E’ un modo molto efficace per dire: “Ragazzi, questo è il gioco, si gioca così e si può vincere”. Secondo me è implicita la conseguenza che chi non sta alle regole è fuori dal gioco.

Riferimenti cultural-ideologici-identitari

3 ottobre 2009

Leggo spesso di riferimenti culturali di sinistra. Volevo fare un paragone per capire cos’è la sinistra. Il sistema di vendita, la grande distribuzione, etc. Chi meglio di COOP, incarna le prerogative e la cultura della sinistra italiana? COOP è una cooperativa di consumatori, la cui missione è resa possibile persino dalla Costituzione. Coop nasce dalla resistenza. Conad è una cooperativa di venditori. Diciamo che utilizza gli stessi mezzi legali per dare la possibilità a chi vende di organizzarsi secondo una struttura sociale cooperativa. La cooperativa, dicono usufruisce di un regime fiscale privilegiato, ma non può sviluppare utili sul fatturato nella stessa proporzione di un’azienda normale, tipo Esseleunga. Coop si dà anche una missione etica e di educazione del consumatore. Cerca la consapevolezza del consumatore. Conad cerca di conquistare il consumatore con le prerogative del migliore esercente, forma e sostanza, anche se ad un prezzo maggiore. Esselunga è stata condannata per condotta fraudolente pur avendo essa stessa tentato di rifarsi su COOP per il differente regime fiscale. COOP è la sinistra. CONAD è la destra che vorremmo avere. Esselunga è la destra che abbiamo. COOP ha recentemente tentato di raggiungere il mercato croato, ma ha fallito e venduto. Coop dimostra tutti i limiti della sinistra che probabilmente di finanza e mercati capisce poco. Conad si è alleata con i francesi ed è sbarcata nel mercato degli ipermercati. COOP, mi dicono, non tratta i propri dipendenti meglio di Esselunga. E questo la dice lunga…
Io mi sono spesso chiesto che identità politica ho. Con la mamma andavo sempre all’Ipercoop, la nonna adorava l’Ipercoop. La mamma odiava andarci. Io ero contento, un po’ meno quando ho iniziato a guidare o ad andarci solo con la nonna. Adesso posso dire di odiare la spesa al supermercato. Diciamo che una volta ogni due mesi mi è sufficiente.
Da poco tempo vicino a casa mia, in centro, arriva il mercato dei produttori, alcuni dei quali hanno roba biologica. I prezzi di frutta e verdura sono più bassi di quelli dei supermercati e la roba è più buona. In genere si può comprare in abbondanza e farla durare tutta la settimana senza necessità di congelare nulla. Si trova ottima carne da allevamenti di montagna (Bore), uova da galline allevate all’aperto in Val Mozzola (R e L li conoscono), formaggi vari, tra cui una ricotta di pecora fantastica, a volte i biscotti, pane, vino, miele di Pagazzano, alcune conserve (un po’ care), dolci, salumi. Si incontrano persone gradite e anziane esperte di file al mercato. La domenica c’è il mercato sempre di quartiere, roba molto economica, ma mettibile. Cinese per lo più. Vestiario, pasta, riso, latte e tutto quello che non trovo al sabato. Cioè non prodotto al dettaglio. In realtà dal panettiere si trova il latte di Varsi.
Questa è la distribuzione che godo. Chi devo votare?