Posts Tagged ‘Londra’

Passaggi

27 luglio 2013

Eccomi qui di nuovo ad una visibile svolta.

Mercoledi’ scorso sono iniziati gli addi ai colleghi di lavoro. Quanti, quanti colleghi. Lavorando in una azienda di 40.000 persone, si finisce col veniere in contatto davvero con tante persone.

Mercoledi’ i saluti con la capa, che giovedi’ non potevo vedere e da ieri e’ in ferie. E per gli stessi motivi anche saluti con una grande persona che ho conosciuto in Olanda.

Giovedi’ a Bruxelles, saluti ai colleghi belghi. La memoria inprovvisa degli uffici brussellesi, cemento squadrato stile continentale EUistico – e il panino dai greci-italiani al Cora.

Ieri leaving do con i colleghi di Oxford. Lavorero’ ancora una settimana ma volevo fare il leaving do il venerdi’ prima. E’ piu’ pratico.

E ieri anche i saluti al collega che mi sostituira’. Si dicono frasi di circostanza sempre in queste occasioni, ma mi ha colpito la sua frase “it has been a joy working with you in the last weeks”. Joy. Si’, e’ in effetti quello che voglio trasmettere. E’ solo quella, la cosa importante.

Come dico a tutti, la cosa piu’ importante del lavoro sono le persone. Mi mancheranno tutti; ma incontrero’ anche nuove persone. Come mi descrisse un empatico capo-amico, continuo il mio essere caravella; continuo il mio attraversare mari per approdare in nuovi porti.

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National Portrait Gallery

14 aprile 2013

Oggi sono stato alla National Portrait Gallery di Trafalgar Square.

Dal nome, mi aveva sempre attirato poco, ma alcuni amici di tendenze intellettuali-artistiche me l’avevano consigliata, e mi sono quindi fidato del loro consiglio. E ho fatto bene.

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Mi aspettavo pareti un po’ polverose con quadri di personaggi austeri che ti guardano dall’alto in basso. In parte e’ cosi’.

Mi sono subito avventurato nella sezione vittoriana. Emozionante l’incontro con Darwin. Poi ci sono le sezioni dei primi re e regine di Inghilterra, e poi il periodo “fiammingo”, poi quello illuminista, quello napoleonico, quello vittoriano appunto, fino ai giorni nostri.

Ci sono re e regnanti a partire da Maria di Scozia per finire alla duchessa di Cambridge e Harry e suo fratello (che non mi viene il nome, perche’ quello figo e’ ovviamente Harry …), ma ci sono anche personaggi della scienza, riunioni del Parlamento, attori e artisti, generali e ammiragli.

Insomma, non e’ una raccolta d’arte ma una celebrazione delle persone che hanno fatto una Nazione. E, la cosa impressionante e’ che, passandoci davanti, hai tutti questi sguardi addosso. Sembrano vivi, sembrano li’. Ti ricordano chi erano, ti ricordano che erano persone, come te, erano vive, e adesso vengono ricordate.

Non so bene quale sia il significato di tutto cio’, ma ammetto che ne sono rimasto impressionato e mi e’ piaciuto.

Oxford

5 agosto 2012

Inaspettato, un giorno di fine estate mi trovo a Oxford. Ci credo e non ci credo; saro’ io. Saro’ un nuovo io, un altro io. Una nuova vita.

Credo nella magia dei nomi e dei luoghi.

Per un europeo come me, nato nel 1972, Oxford rappresenta forse il luogo che neppure ho mai provato a sognare, non per mancanza di ambizione, ma forse per mancanza di immaginazione – non si puo’ immaginare tutto, la realta’ e’ sempre piu’ creativa della mente piu’ fervida, indeed.

Un centro del mondo, un luogo di origine e di convergenza.

Per chi, come me, crede che le idee sono cio’ che guida il destino delle persone, Oxford e’ il luogo creatore per eccellenza.

Creatore del bene ma anche del male. Che, come si sa, non sono entita’ distinte, ma idee che si mischiano sempre in un miscuglio inseparabile.

Oggi e’ l’ultima domenica a Londra, perlomeno per un po’, come londinese.

Londra e’ una grande citta’, una madre di civilita’. Oxford e’, di certo, il suo cervello – o il suo karma.

Quasi un diario

8 gennaio 2012

Tempo di merda oggi a Londra. Freddo e grigio.

Almeno non piove.

Nei giorni scorsi avrei voluto scrivere un riassunto delle vacanze natalizie, ma sono stato assorbito in un buco dello spazio-tempo. Avrei voluto anche fare tante altre cose. Che palle, bisogna sempre sforbiciare tra tutto quello che si vorrebbe fare. Vabbeh, in un certo senso, e’ il senso della vita. Banale.

Volevo anche parlare degli strani sogni di questa notte, ma poi no, lascio la curiosita’ nel lettore, anzi nella lettrice, e poi mi chiedera’ e poi io non mi ricordero’.

Cmq la cosa strana di uno dei sogni di questa notte e’ che si univa un collega di adesso (R.) con una intervistatrice (Ag.) del MeDeC di Bologna che An. sosteneva che mi veniva a dietro. Beh, fatto sta che nel sogno R. e Ag. stavano assieme e dovevamo andare in un posto imprecisato in auto, tipo una vacanza estiva ma non proprio.

Mah.

Riassunto delle vacanze natalizie?

Ho scritto il nome sulla tomba di Francesco. E’ semplicemente una croce di legno temporanea, ma i tizi delle pompe funebri non avevano messo nulla, e mi dava fastidio che fosse una innominata.

C’e’ stata qualche telefonata e qualche mancata telefonata, la vigilia e Natale. Un po’ di Carpanella. Un tramonto nella cucina di Romano e Luisa, a parlare del vaccamadosca e a vedere quanto aspettano per accendere la luce dopo che il sole e’ dato giu’.

Un po’ di via Farini e borgo Giacomo.

Il mitico Franz con il suo cappello da vichingo e le sue pizze.

L’ultimo e la sciata ad Asiago.

E poi Amelie. Di cui ammetto mi sono discretamente innamorato di amore di zio.

Pane

30 aprile 2011

Nel secondo giorno degli ozii di inizio maggio, mi sono messo a cercare il pane.

Come noto, l’approvvigionamento di buon pane a Londra e’ abbastanza difficile. Ho un buon fornitore vicino a dove lavoro, ma dove lavoro e’ lontano da dove abito. A Londra tutto e’ lontano, perche’ la morfologia londinese assomiglia a quella di una margherita di vacca su un prato alpino. Bassa e spiattellata.

Mi sono quindi incamminato verso Islington, perche’ non lontano da qui avevo visto due botteghe che riportavano la dicitura “Bakery” nell’insegna. La speranza era media, perche’ insieme a “Bakery” ci stava anche “Patisserie” e “Cafe'”. Come fui quindi in grado di appurare, trattasi di botteghe dove fare colazioni e pranzi veloci, ma che non vendono pane.

Mi sono allora diretto su Church Street, dove so per esperienza esserci una bottega che vende pane che e’ pane, secondo gli standard a cui 36 anni di vita padana mi hanno insegnato.

Sulla via, mi sono perso nel cimitero storico del parco di Abney.

Le parti della Città

5 giugno 2010

Era da un po’ che non succedeva, ieri sono stato nella parte ovest del centro di Londra.

E mi sono reso conto di quanto, negli ultimi mesi, mi sono richiuso e affezionato al mio tessuto urbano di Shoreditch e Stoke Newington.

Ieri sono stato a Queensway, e passato da Bayswater Road e Marble Arch. Masse di persone e turisti per strada, Oxford Street che vomitava i migliaia reduci da Primark. In Queensway negozietti per turisti e ristorantini e il grande Centro Commerciale;  e poi il caldo e sul bus c’era anche l’aria condizionata (i bus di lusso del centro/ ovest..) ma c’erano masse di persone urlanti e vocianti.

Mi e’ mancato Shoreditch.

Shoreditch mi e’ stata recentemente paragonata a Brighton. Non so io non sono mai stato a Brighton, ma dicono che e’ un bel posto da viverci o passarci qualche ora allegra.

Shoreditch e’ fatto di case basse, creativi che creano, studi di architetti; Shoreditch e’ il cuore dell’industria informatica creativa britannica, ha decretato la rivista Wired. Ci sono installazioni e mostre. Ci sono statistici che creano immagini del mondo. Ci sono piccole aziende che brigano. Ci sono bar e club e pub per rilassarsi. C’e’ Brick Lane ad un tiro di schioppo.

Fuori da Shoreditch, il mondo e’ brutto e cattivo. E violento.

Shoreditch e’ una prigione dorata.

Freddo

8 maggio 2010

Porca puzzola, sara’ freddo in Italia, ma guardati la situazione di oggi qui a Londra.

E la settimana prossima sara’ uguale.

E’ davvero vero quello che mi disse la mia ex coinquilina, che a Londra i mesi migliori sono aprile e settembre. Ad aprile abbiamo avuto qualche settimana di sole.

E poi io mi ammalo. E tengo il riscaldamento a manetta.