Posts Tagged ‘internet’

La psicologia delle folle

29 marzo 2013

In tutto cio’ che e’ internet c’e’ stato recentemente una profonda trasformazione. Negli ultimi anche in Italia internet e’ diventato uno stumento di comunicazione di massa – quando all’inizio era uno strumento principalmente usato da giovani maschi con passione per videogames.

Fa impressione vedere la quantita’ di commenti qualunquisti o offensivi lasciati, per esempio, sugli articoli del Corriere, ma questo varra’ per ogni sito popolare. Delle 2 l’una: o la gente non capisce che quando scrive qualcosa su internet sta mandando un messsaggio potenzialmente visibile a milioni, o lo sa ma non gliene frega niente ed e’ contenta di esprimere la propria ingnoranza o rabbia.

In un certo senso, la capacita’ interattiva di internet ha dato hai mezzi elettronici quello che mancava per trasformarli in vere piazze digitali, portando il corto circuito di eccitamento collettivo che una volta era possibile solo nelle piazze, e che la TV poteva solo vagamente simulare, alla portata dei mobile devices che tutti oggi hanno in tasca. “Psicologia delle folle” di Le Bon e’ piu’ che mai attuale.

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dilettanti allo sbaraglio o peggio?

16 maggio 2011

Prosegue la campagna di disinformazione dei nostri giornali. Prosegue come se nulla fosse. Si tinge di propaganda, ma a che scopo? E’ intenzionale tutto ciò? O è solo dilettantismo? Qualcuno sfrutta giovani apprendisti giornalisti stagisti per confezionare articoli inutili, pieni di errori, disinformanti, distorti? Altri 2 casi recenti:

1-Lastampa.it definisce la Nakba una contestazione dei palestinesi nei confronti della creazione di Israele che si manifesta ogni 15 maggio. L’articolo cita palestinesi che entrano in Israele dal Libano e dalla Siria. Per i palestinesi la Nakba è l’esodo del 1948, quando centinaia di migliaia di abitanti delle terre del mandato inglese fuggirono davanti alle violenze dei “partigiani” ebrei che stavano costruendo il loro stato. L’articolo è stato corretto, ma potete fidarvi di me. Non ho nulla da guadagnarci a mentire. E mi fa propendere per la versione “dilettanti allo sbaraglio”. Il tg del Radio24 ha riportato la notizia in maniera del tutto simile. Probabilmente era un lancio di agenzia e i dilettanti l’hanno preso tale e quale. Ma credo non sia questo il mestiere.

2-L’altro episodio che riguarda la visione dei nostri media dell’episodio degli 11 Imam uccisi a Brega è documentato qui.

A voi il giudizio. Checché se ne dica le notizie sui giornali on line sono sempre poco affidabili quando escono, non perché è preclusa la strada del controllo delle fonti, ma perché queste redazioni sono probabilmente incompetenti e preferiscono una notizia falsa o approssimativa a nessuna notizia. Forse è il mercato, pensano loro, ma su questa strada il mercato li porterà ad essere abbandonati come fonte credibile di informazioni.

PS: non ho controllato su Repubblica, ma avevo giurato che non avrei mai più neanche aperto la pagina on line nazionale. E finora ci sono riuscito.

Communication

16 settembre 2010

Comunicazione che cambia. Commutation. Perché nessuno più scrive qua?
Facebook ha rubato l’identità del Blog, su facebook sei sicuro che tutti i tuoi “amici” riceveranno ciò che tu hai da dire, perché sei tu che cerchi loro. Un Blog è comunque una forma di comunicazione vecchia, e lenta. Lenta nell’accezione moderna del termine. Veloce è colui che ti raggiunge, lento è colui che va cercato. La differenza non è tanto temporale, ma di volontà. Facebook usa il meccanismo della pubblicità su google. Google ti spia e sa chi sei, per questo ti appioppa la pubblicità su misura. Facebook sfrutta una conoscenza pregressa, sapete già chi siete e la comunicazione è più facile. Il Blog rappresenta un’utopia, l’idea che a molti interessi ciò che hai da dire. L’idea che tutti abbiano qualcosa da dire. Il Blog è la frammentazione del pensiero. Il Blog, inteso come essere vivente, probabilmente racchiude già, a pochi anni dalla sua nascita, ogni pensiero pensabile e avanza. Ma non è lecito pensare che ogni frammento di questo essere possa essere inteso e apprezzato. Per cui l’utente del singolo blog è comunque un conoscente, un’amico nell’accezione facebookiana. Ma sono le relazione amicali che sono cambiate. L’accento si sposta da “andiamo a vedere cosa a da dire” a “senti qua”, senti cosa ho da dire. Le relazioni si basano sull’attività propositiva di e non sulla capacità ricettiva. Sembra essere una deriva dell’egocentrismo. Non per forza cattiva, nel senso che poi comunque gli “amici” sono costretti ad ascoltare e la comunicazione non va persa. Il concetto è che “questo è il mio mondo e te lo presento” se ti piace bene, comunque ti costringo a vederlo e te lo porto a casa, poi tu deciderai. Il Blog è opposto, “questa è la mia casa, e ci sono le mie cose, la porta è aperta, entra pure quando vuoi”. In definitiva è marketing e niente più.

Regresso

1 aprile 2010

Una volta si parlava di progresso, e sembrava che il progresso avesse solo una direzione.

Da lunedì sera l’Italia è sempre più dentro il suo peculiare progresso che si dirige verso il bigottismo e che torna a ritroso nell storia di diverse ere. In Polonia l’aborto è illegale e chi lo fa o rischia tantissimo, o paga tantissimo, o va nel Regno Unito. Tra non molto probabilmente in Italia saremo in una situazione non molto dissimile, stando alle ultime dichiarazioni del presidente della regione Veneto.

Tra parentesi, la Polonia, per molti altri aspetti, è molto più avanti dell’Italia. Nella diffusione dell’uso di internet, ad esempio.