Archive for the ‘menata’ Category

La storia non è finita

24 settembre 2015

La storia non è finita nel 1989. La storia non finisce mai. La storia ci sorprenderà sempre perché sarà sempre nuova e inaspettata anche se sempre si ripeterà.

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Sul Termine, ovverossia sul Silenzio

23 settembre 2014

Essendo le cose del mondo interconnesse, la fine di una cosa non è istantanea ed auto esaustiva, semmai la terminazione significa il termine. Quindi la cosa concludendo se stessa si dischiude al limite (terminazione) del significato. Lo scenario di un muto, mutuo innesco perché le cose del mondo si annullino o verifichino in cascate reciproche.
Il termine richiama sempre un altra terminazione e così via fino alla fine del mondo, che non vedremmo mai, nemmeno nell’ istante in cui finisse. Perché anche noi siamo termini del mondo.

Watergate, o sul cambiamento

26 marzo 2014

Genetti e l’Architetto nel 2009 visitarono Berlino e furono folgorati dalla bellezza sintattico semantica del Watergate. A Marzo 2014 il Watergate ha organizzato un evento a Londra, al quale i nostri hanno partecipato. Di seguito i loro commenti, a forma di dialogo.

Immagine tratta da http://www.iheartberlin.de

Genetti: la serata [di marzo 2014] e’ stata piacevole, bella per alcuni versi, ma l’impressione e’ che il Watergate a Berlino era un’altra cosa.

Architetto: Allora, o a Berlino abbiamo idealizzato (il che mi sta anche bene per una toccata e fuga) oppure qui a Londra è stato  davvero più sciatto. La musica l’ho trovata un po’ autoindulgente e pleonastica, specialmente certe pennellate melodiche di synth che tentavano di definire moods che non legavano nella parte ritmica. Molto diverso rispetto alla compattezza, concisione e muscolarità di Berlino. Ti ho già parlato di come un break con un legnetto che suonava da solo per quattro battute in levare mi ha fatto capire come la percezione del tempo musicale (come dello spazio) può essere ingannata con semplici stratagemmi. Sto cercando di fare musica in questa direzione. Sabato sera era ok, però sono d’ accordo con te la musica era a volte più fumo che sostanza un pò come un hipster sfigato.

G.: La distorsione dell’effetto memoria ci sta tutta eravamo (piu’) giovani, eravamo in vacanza, rilassati, ecc. Pero’ la mia prima impressione e’ che abbiano fatto questo evento londinese piu’ per fare cassa che per altro; o forse si sono voluti adattare alle espressioni musicali piu’ londinesi. Come dicono nel loro film del decennale, Watergate e’ diventato un brand globale, e si sono trovati di fronte a decisioni da prendere rispetto alla crescita che vogliono avere. A prescindere da questo fattore crescita, c’e’ poi un fattore evolutivo. E’ evidente che non possono fare la stessa musica del 2009, qualcosa deve cambiare; pero, a vedere la line up di, metti, sabato 22 marzo 2014 a Berlino, c’e’ per esempio un tal Kleintierschaukel, che, cavolo ascoltalo qui, dico io, magari fosse stato a Londra!

A: Ecco buongiorno approdo qui orora e La ringrazio dell’ ospitalita’ concessa. Vedo che mi ritrovo gia’ uno spuntino da digerire. Tornero’ piu’ in la’ dopo l’ ascolto e Le faro’ sapere. Promesso.
……….ecco sono tornato ma senza aver fatto i compiti nè consumato il piccolo spunto.
Dunque il tema della techno mi è molto caro e di conseguenza da dove cominciare per toccare un tema così vasto? Potremmo iniziare parlando della differenza tra ritmo e melodia, estremi di uno spettro che articola e segnala il contrasto tra figura / sfondo, continuo / discontinuo, silenzio / suono.

Una delle mappe migliori che io abbia mai visto

14 settembre 2013

Trovata un po’ per caso, mi sono oggi imbattuto nella seguente mappa. La trovo meravigliosa.

Mappa prodota dalle Nazioni Unite

Densita’ della popolazione umana sulla Terra – cliccare per ingrandire

L’originale si trova a questo link.

L’ho trovata mentre mi cercavo di immaginare la densita’ abitativa del Bangladesh, paese di 160 milioni di abitanti schiacciati in un territorio relativamente piccolo.

Pensavo al Bangladesh dopo una mia passeggiata mattutina a Whitechapel, che e’ una zona di Londra vicina a dove abito. Anzi, tecnicamente, io vivo nella parrocchia di Whitechapel.

Nonostante il nome “white”, la zona e’ molto “etnica”. Anzi, sembra che, per ironia della sorte, il nome Whitechapel derivi effettivamente da una chiesetta bianca costruita nei paraggi, nel 13o secolo, che dopo vicissitudini di secoli fu definitivamente distrutta dai bombardamenti tedeschi della seconda guerra mondiale, e mai piu’ ricorstruita. Al suo posto ora sorge il parco Atab Ali, cosi’ nominato per ricordare un  omicidio a sfondo razziale cola’ avvenuto negli anni ’70.

Bene, questa mattina mi trovavo a passeggiare per il mercato di Whitechapel, e osservavo la popolazione locale, e la cosa che mi colpiva e’ che mi sembravano islamici ma non arabi. E poi ovviamente a confondere il tutto ci stavano neri, turisti italiani, coreani, insomma il solito miscuglio londinese.

Whitechapel si trova nel comune di Tower Hamlet (non nel comune di Londra; Londra non e’ e non fa comune). Una veloce ricerca sui dati del censimento 2011 mi ha confermato che esistono 2 comuni in Inghilterra in cui l’etnia dichiata al censimento di un gruppo diverso dal “English/ Welsh/ Scottish/ Northern Irish/ British” e’ quantitativamente maggiore di quest’ultimo gruppo. Uno di questi due comuni e’ appunto Tower Hamlet, dove vivo. A Tower Hamlet il 31% dei residenti sono “English/ Welsh/ Scottish/ Northern Irish/ British”, il 32% sono invece “Bangladeshi/ British Bangladeshi”.

Per i curiosi, l’altro comune in cui gli “English/ ecc. ecc.” non sono maggioranza relativa e’ Brent, anch’esso facente parte dell’area londinese, con il suo 19% di “Indian/ British Indian”. A Londra in complesso la percentuale di “English/ ecc.” e’ 45%, in Inghilterra l’80%.

Ebbene, questa mattina mentre passeggiavo per il mercato, ho anche ovviamente pensato “ma non starebbero meglio a casa loro tutti questi” – perche’ e’ evidente che nulla ci azzeccano con questo clima grigio freddo e umido e con la necessita’ di bere alcolici per sopravvivere alla carenza di sole? Poi la domanda me la sono rivolta a me, inizialmente pensando che per me era diverso, che sto abbracciando molto diversamente la cultura britannica, poi ho lasciato perdere questo pensiero.

Poi ho anche un po’ pensato all’impero e alla necessita’ impellente dei britannici di fare un anno sabbatico nelle loro ex colonie, ma anche questo pensiero non era molto serio.

Alla fin fine, sono arrivato alla mappa di cui sopra.

E’ splendida e bellissima, perche’ mostra la continguita’ e l’addossarsi degli esseri umani spalmati sul globo terracqueo. Mostra come i confini nazionali non sono che delle pallide linee sulla sabbia rispetto alle isole di umanita’.

Mostra l’agglomerato europeo; l’inaspettato ultra-saliente russo nella pancia dell’Asia. mostra il filo rosso che e’ l’Egitto nel suo deserto. Mostra la linea sub-sahariana, mostra il deserto del sud-ovest africano. Mostra l’impressionante filare umano sub-himalaiano (di cui appunto il Bangladesh) fa parte. Mostra la forma dell’Impero Cinese, e le curiose linee e superfici americane.

Insomma una mappa che si potrebbe stare a guardarla per ore e ore.

prima legge dell’informazione

25 luglio 2012

La vita è strana, si sa. A volte è una contraddizione. Stamattina ho trovato sulla Stampa.it un articolo della corrispondente da Cuba, un ex-blogger che si è guadagnata la ribalta internazionale per la sua posizione critica contro il regime dei fratelli Castro e la Cuba “revolucionaria”. Parla di Siria e di colera nell’est di Cuba e di come i media cubani distorcono le notizie. Ma a me interessa la Siria. Mi interessa vedere come le notizie possono essere capovolte svariate volte e come la realtà rimane a noi celata o per lo meno oscura. Per quanto riguarda l’occidente (quasi tutto), sappiamo che in Siria la libertà avanza. I piccoli focolai di rivolta nati in una parte del paese, benché sempre repressi nel sangue, sono diventati un incendio che si è allargato fino ad entrare nelle vie di Damasco. Si, va bene, però la vita è una contraddizione. E infatti un lettore come me che divaga nel web ha letto anche che i ribelli sono finanziati dall’estero (principalmente i paesi del Golfo), che alcune stragi del governo in realtà sono state compiute dai ribelli, che i ribelli si compongono anche (?) di fazioni integraliste islamiche (qualsiasi cosa voglia dire). Che la Turchia e l’occidente appoggiano moralmente (e basta?) i ribelli e che Russia e Cina pongono il veto all’UN quando si propongono risoluzioni più cattive nei confronti del regime di Damasco. Ma soprattutto la cosa che più saltava all’occhio è sempre stata che la ribellione veniva soffocata nel sangue. Il popolo veniva bombardato dal cielo, il popolo veniva bombardato da terra. Il popolo veniva massacrato. Tutto ciò trapelava dai siriani all’estero e da fonti vicine ai ribelli. Ovviamente il regime negava le proprie esclusive responsabilità, indicando tutto ciò che ho detto sopra riguardo le mie letture alternative. Quindi per noi occidentali le verità di Damasco sono falsità. La verità è quella dei ribelli. Improvvisamente la ribellione è alle porte di Damasco. Ok, la vita è una contraddizione, ma come ha fatto il popolo, con bastoni e forconi ad arrivare a Damasco? Deve essere stata una roba di massa, un fiume di gente contro il regime. Invece spuntano armi, tradimenti negli alti organi di stato, etc. Insomma i ribelli sono ben armati e sanno il fatto loro. Il ribelle non è un fornaio, è un guerrigliero addestrato e armato. E bene. Tenete presente che qui in Italia la Siria si conquistava le prime pagine solo con le “stragi governative”, finché la ribellione era popolare. Adesso che il popolo si è trasformato in guerrigliero per la libertà anche i morti del regime fanno notizia (positiva ovviamente).
Quindi, qui da noi, chi voleva vedere una rivoluzione stile Tunisia poteva, ma volendo si poteva intravedere anche una roba tipo Libia, adesso è abbastanza palese. Potenze straniere che giocano alla guerra sulla pelle della gente. A Cuba la verità è quella di Damasco. Quindi è falsa, ma non perché viene da Damasco, dal quel regime, ma perché raccontata dal regime cubano, come fu per la Libia. Già proprio come fu per la Libia. Solo che qui Russia e Cina non sono disposti a cedere ai bombardamenti come là e quindi il regime si trascina in agonia. Almeno noi risparmiamo le missioni di bombe e i siriani si risparmiai qualche morto in più, grazie a Russia e Cina. Quindi la prima legge dell’informazione dice che la notizia che passa per un regime viene falsificata, ma se poi passa anche da un altro regime (che quindi la ri-falsifica), diventa vera. é come al doppia negazione in inglese. Una doppia falsificazione è una verità, però prese singolarmente le falsificazioni singole inducono a non credere in ciò che si legge o vede in Tv.
Ovviamente noi comuni mortali rimaniamo col dubbio.

giusto per non smentire: due attivisti siriani chiedono al governo USA di impegnarsi di più (http://www.linkiesta.it/assad-obama-fsa), era tanto semplice… bastava dirlo dall’inizio che era una guerra appoggiata dall’estero e che Assad aveva ragione e a questo punto mi viene da dire anche diritto a difendere il proprio paese da un aggressione esterna.

Stillness is the master of passion

28 febbraio 2012

La pace immobile comanda ogni passione.

L’immobilita’ viene prima di ogni passione.

La passione nasce dall’assenza di movimento.

La passione e’ generata e comandata dal vuoto.

Il vuoto comanda la piena vitalita’.

Il silenzio pacifico, immobile e calmo dirige ogni instinto di passione.

Il silenzio pacifico, immobile e calmo dirige ogni piena intensita’.

DUM DUM. Una speranza

15 giugno 2011

Ancora suonano i tamburi nelle piazze al grido di “A casa!!!! A casa!!!”. Idiots. Spero siano un minoranza coloro che hanno votato si si si si solo per dare la “spallata”. Che idea idiota. Potrebbe essere una vana speranza… Magari no… Magari qualcuno ha creduto veramente nell’idea che l’acqua debba essere un bene pubblico, come credo io. Gestito da un ente pubblico. Ma fermare un trend non equivale ad invertirlo. Questo referendum segna una tappa importante per la democrazia italiana perché l’idea dei promotori è contro le direttive europee. Segna una divergenza significativa su ciò che l’economista ci dice di fare e ciò che il popolo sente come bisogno.

IL POPOLO ITALIANO SENTE IL BISOGNO RASSICURANTE DI ESSERE GOVERNATO DA UNA CLASSE EFFICIENTE.

Sentiamo la necessità di possedere come comunità i beni che ci consentono di vivere. Sentiamo il dovere di spronare ed essere di esempio a coloro che delegano il pensiero ad altri perché troppo impegnati a spartirsi la torta. La multiutility non era il futuro era il peggior passato che potevamo perorare, era l’inciucio affarista. Do ut des. A te il dividendo a me la poltrona… e così via. Almeno questa l’impressione che hanno dato. E con i mezzi di comunicazione dalla tua parte non riuscire a far passare un messaggio positivo ce ne vuole. Quindi, assessori, vi chiediamo di essere efficienti. Trasparenti. Vi chiediamo di non sperperare quando usate i nostri soldi, e se non bastano non spendeteli in orpelli, ma in cose buone per vivere. Siamo in crisi, anche se non ve ne frega una mazza perché siete ben serviti. Ci fidiamo ancora. Pensiamo che possiate farcela anche perché se non ce la fate non vi rieleggiamo (speriamo!!! VACCAMADOSCA!!!!!).

Ergo. Coloro che fino ad ora ci hanno governato sono degli incapaci. Ci hanno proposto un modello economico e la hanno gestito che ci sta portando alla bancarotta (nazionale-comunale che sia). Alla prova dei fatti la gran parte di voi non l’ha sostenuto, vi siete dissociati da ciò che fino a ieri era la normalità. Ma che cosa avete nella cabeza? Non solo ci avete confessato implicitamente di non essere in grado di gestire un acquedotto. Avete accettato con inerzia che il sistema potesse essere lacunoso (non ovunque ci piace pensare). Quale ennesima figuraccia. Ma noi crediamo che si possa rifondare la vostra qualità. Abbiamo, nonostante tutto, fiducia nella democrazia. Crediamo che sia possibile eleggere una classe di amministratori normale. Che sappia non peggiorare le cose, che sappia distinguere l’interesse collettivo. Sbagliamo?

Je fais tous les efforts

28 aprile 2011

Je fais tous les efforts possibles pour etre sec. Je veux imposer silence a mon coeur qui croit avoir beaucoup a dire. Je tremble toujours de n’avoir ecrit qu’un soupir, quand je crois avoir note’ une verite’. (Stendhal)

Communication

16 settembre 2010

Comunicazione che cambia. Commutation. Perché nessuno più scrive qua?
Facebook ha rubato l’identità del Blog, su facebook sei sicuro che tutti i tuoi “amici” riceveranno ciò che tu hai da dire, perché sei tu che cerchi loro. Un Blog è comunque una forma di comunicazione vecchia, e lenta. Lenta nell’accezione moderna del termine. Veloce è colui che ti raggiunge, lento è colui che va cercato. La differenza non è tanto temporale, ma di volontà. Facebook usa il meccanismo della pubblicità su google. Google ti spia e sa chi sei, per questo ti appioppa la pubblicità su misura. Facebook sfrutta una conoscenza pregressa, sapete già chi siete e la comunicazione è più facile. Il Blog rappresenta un’utopia, l’idea che a molti interessi ciò che hai da dire. L’idea che tutti abbiano qualcosa da dire. Il Blog è la frammentazione del pensiero. Il Blog, inteso come essere vivente, probabilmente racchiude già, a pochi anni dalla sua nascita, ogni pensiero pensabile e avanza. Ma non è lecito pensare che ogni frammento di questo essere possa essere inteso e apprezzato. Per cui l’utente del singolo blog è comunque un conoscente, un’amico nell’accezione facebookiana. Ma sono le relazione amicali che sono cambiate. L’accento si sposta da “andiamo a vedere cosa a da dire” a “senti qua”, senti cosa ho da dire. Le relazioni si basano sull’attività propositiva di e non sulla capacità ricettiva. Sembra essere una deriva dell’egocentrismo. Non per forza cattiva, nel senso che poi comunque gli “amici” sono costretti ad ascoltare e la comunicazione non va persa. Il concetto è che “questo è il mio mondo e te lo presento” se ti piace bene, comunque ti costringo a vederlo e te lo porto a casa, poi tu deciderai. Il Blog è opposto, “questa è la mia casa, e ci sono le mie cose, la porta è aperta, entra pure quando vuoi”. In definitiva è marketing e niente più.

La Banca d’Italia

17 maggio 2010

Ammetto che ho perso qualche mezz’ora a leggere il sito della Banca d’Italia, alla ricerca del bandolo della matassa.

In realta’ la domanda iniziale che mi aveva spinto era “ma le banche non sono societa’ per azioni?”. Questa malsana domanda mi era nata leggendo questa intervista a Visco. Dalla quale intervista si apprende che le banche italiane una volta erano “pubbliche” (che cosa vuol dire?) e che adesso sono possedute da Fondazioni (e chi controlla le fondazioni?).

Quindi, addio ai miei sogni ingenui che immaginavano le banche possedute da intrepidi imprenditori pronti a servire il cliente per realizzare un utile. (La domanda rimane: al di fuori dell’Italia, le banche sono possedute da imprenditori?)

Sul sito della Banca d’Italia mi sono dato una occhiata in giro, ho dato una occhiata allo statuto e al bilancio, ma non ci ho capito niente.

Il capitale della Banca d’Italia e’ di 156.000 euro. (E basta??!!)

Il suddetto capitale e’ posseduto dalle banche italiane, in proporzione variable.

Esistono, per statuto, 300.000 azioni, per il valore unitario di 0,52 euro.

La Banca d’Italia e’ un istituto di diritto pubblico (cosa vuol dire?).

La banca d’Italia e’ la banca centrale della Repubblica italiana (cosa vuol dire?).

Nel 2008, la Banca d’Italia aveva un conto patrimoniale di 420 miliardi di euro.

Possedeva 49 miliardi di euro di oro.

Aveva costi operativi per 2 miliardi di euro, di cui 700 milioni di spese per il personale, 430 milioni di spese “di amministrazione” (cosa sono?), e 7 milioni (e basta?) di spesa per la produzione di banconote.

Aveva 126 miliardi di euro di banconote in circolazione. (valle a contare…)

Aveva 82 miliardi di euro di titoli di stato.

Aveva 22 miliardi di euro di dollari USA.

Infine, aveva un utile netto di 175 milioni di euro.

Sara’ quel che sara’..

10 maggio 2010

.. pero’ ammetto che godo a vivere in un “paese normale”.

Saro’ provinciale, tra l’altro non ho neppure il diritto di voto, non capiro’ tutti quelli che qui si lamentano, che il sistema elettorale non funziona ecc. e auspicano il proporzionale. Ma non capiscono che con il proporzionale e’ peggio? No perche’ non lo sanno.

Mi riferisco alle dimissioni che il primo ministro Gordon Brown ha annunciato oggi con questo discorso.

Mi sembra un discorso sensato, logico. Ha senso.

Si lamentano che i politici sono solo interessati dal potere.

E’ ovvio. Tra l’altro, l’unica giustificazione che ha dato Brown alla necessita’ di un governo stabile e’ la situazione economica e la guerra al terrorismo (cioe’ il mantenimento delle truppe in Afganistan). Ora, sulla prima cosa si potrebbe anche discutere, sulla seconda viene fuori tutta la debolezza della necessita’ dell’esistenza degli stati nazionali cosi’ come sono organizzati ora.

Vabbe straparlo.

Forse questa e’ una menata.

Il Ritorno della Multimenata

8 aprile 2010

Evviva, ritorna una multimenata quasi come quelle dei bei tempi delle Stuerie.

Una menata quadridimensionale.

Uno.

Copio da LaVoce.info: “Nell’agosto del 2009, con la legge n 102 (articolo 22, comma 4), il governo, di fronte ai reiterati disavanzi sanitari accumulati dalla Regione Calabria “diffida la Regione a predisporre entro settanta giorni un piano di rientro (…)”. Avverte anche che “(…) decorso inutilmente tale termine, ovvero ove il piano presentato sia valutato non congruo (…)” la Regione verrà commissariata. A seguito della minaccia, la Calabria presenta un piano di rientro, che dopo sostanziali revisioni e contrattazioni, viene finalmente sottoscritto con il governo nel dicembre 2009. Con la firma del documento, vengono anche sbloccati fondi per 700 milioni di euro a vantaggio della sanità calabrese. Il 30 dicembre 2009, il governo rafforza anche i poteri di Agazio Loiero, presidente della Regione dal 2005 e con delega alla sanità dal 2008, nominandolo commissario delegato per l’emergenza economico-sanitaria. Il 28 gennaio 2010, cioè con uno dei primissimi atti del nuovo sistema di governance della sanità calabrese, la giunta Loiero decide di riconoscere un incremento fino al 20 per cento dello stipendio dei direttori generali delle sue aziende sanitarie e ospedaliere; si tratta di una “retribuzione di risultato”, dunque (almeno sulla carta) legata al raggiungimento di obiettivi.”

Senza parole.

Due.

Bankitalia: stop a nuove carte American Express “Irregolarità rispetto alle leggi antiriciclaggio”

Non so dire se questa e’ una buona notizia, se e’ una cattiva notizia, o se e’ una notizia.

Iniziamo dalla fine: e’ una notizia? Saro’ vecchio, ma io non ho capito di preciso quali sono stati i problemi che hanno comportato queste carte, e se la decisione della Banca d’Italia ha bloccato l’emissione di tutte le carte American Express o solo del tipo incriminato. Si parla di cose contrarie alle disposizioni sull’usura e alle leggi antiriciclaggio e si spiega in due righe, ma io continuo a non capire. E il problema non sta in Repubblica: ho letto anche altre 3-4 fonti ed in ognuna non ho trovato una descrizione comprensibile.

A prima vista sembrerebbe una buona notizia: siamo tutti piu’ protetti da quei rapaci delle carte di credito. Dico anche che da quando le carte di credito, anche in Italia, sono strumenti che da permettere il noleggio di un auto o avere un po’ di sicurezza quando si viaggia all’estero a strumenti per conmprare cose quando non si hanno soldi a me mi stanno un po’ qui. Ma divago.

Spero si capisca quello che volevo dire, ma una buona menata deve lasciare angoli scuri dove non ci si capisce, e poi sono stanco ed ho ancora 2 punti, quindi il secondo punto lo chiudo qui.

Tre.

Io ho votato questo sindaco. E ne sono orgoglioso. Mitico Lucchi.

Quattro.

Questo video invece non guardatelo se proprio non volete che vi venga la pecolla. Mi sono venuti i brividi di vergogna vedendo questo video promozionale del PD e vedendo/ sentendo Bersani. Come e’ possibile che appaia cosi’ fuori luogo/ fuori dal mondo?